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Lavoro dopo la laurea Iuav e Ca’ Foscari sopra la media italiana

Fonte: La Nuova Venezia del 12-06-2020

Exploit degli atenei veneziani Iuav e Ca’ Foscari nella classifica delle università che garantiscono un lavoro ai laureati dopo il diploma. Più di 8 laureati su dieci a Ca’Foscari (che nel frattempo ha comunicato la data delle elezioni del nuovo rettore: 14 settembre) ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi. La media italiana si ferma al 59, 9%. Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 24, 8% dei laureati, più del doppio rispetto alla media nazionale che si attesta all’11%. Il 76, 3% dei laureati cafoscarini (contro il 65, 2 nazionale) ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari. Crescono i laureati magistrali di cittadinanza estera, dal 5 al 5, 9%. L’89, 3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’88, 1% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’ateneo, l’80, 6% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, l’89, 1% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. Sul tema occupazione, tra i laureati di secondo livello del 2018 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (retribuiti) è pari all’81, 8% (media nazionale 71, 7%). 90, 3% tra i laureati del 2014.

Numeri record anche per lo Iuav: 5 anni dalla laurea lavora il 93% degli ex studenti. Tra questi, gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 30, 2%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 9, 5%. In media, gli stipendi si aggirano intorno ai 1. 455 euro mensili netti. Svolge un lavoro autonomo il 49, 2%. Ad un anno dal titolo di studio, le percentuali arrivano al 76, 9% (oltre 5 punti in più della media nazionale). Infine, il 91, 1% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: e il 94, 1% tra i laureati di primo livello e l’88, 5% tra i magistrali biennali (valore, quest’ultimo, che cresce al 97, 5% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio).

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