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Le guide turistiche: «Minacce dagli abusivi»

Fonte: Il Gazzettino del 23-07-2020

Se la filiera turistica a Venezia ha sofferto e sta soffrendo per l’interruzione dei flussi causata dall’emergenza Covid, le guide turistiche sono, all’interno di questa filiera, i soggetti più colpiti. Il calo dei loro introiti varia infatti tra il 70 e il 100 per cento, ma in compenso subiscono la concorrenza sleale dei tour abusivi. E, se segnalano comportamenti o assembramenti anomali, scattano le minacce, anche gravi.

MINACCIATI DAGLI ABUSIVI

«Proprio l’altro giorno – ha raccontato una guida veneziana – stavo fotografando un gruppo di una trentina di persone, di quelli dei free tours quando l’accompagnatore mi si è avvicinato dicendo So dove abiti e conosco anche tuo figlio…. A questo siamo arrivati e so che la stessa cosa è accaduta ad altre colleghe». La questione abusivismo nei giri turistici è dunque più grave di quello che si possa pensare ed è stata affrontata ieri in un dibattito che ha coinvolto le sezioni comunale, regionale e nazionale delle associazioni guide, con la partecipazione della Guardia di finanza e dell’assessore al Turismo, Paola Mar.

L’ANELLO DEBOLE

«Siamo davvero la parte più debole della filiera – spiega Stefano Croce, presidente delle guide di Venezia – perché se il turismo sta lentamente riprendendo, questo è di vicinanza, che non ha bisogno delle visite guidate. Per la ripresa del turismo internazionale la stima è primavera 2021, per cui per noi sarà un anno e mezzo senza reddito. Ciò che chiediamo è arrivare vivi alla prossima stagione». I sussidi sono andati avanti secondo le regioni, tanto che oggi ben 9 regioni su 20 danno contributi alle guide tra gli 800 e i 2000 euro al mese. «Abbiamo chiesto al presidente Zaia e all’assessore Caner di intervenire – ha spiegato poi Guido Lion, dell’associazione regionale guide – ma ci hanno risposto che le risorse 2020 sono quasi tutte allocate e che il residuo pensano di impiegare influencer per far ripartire il turismo».Sono poi intervenute Silvia Donaggio e Anna Bigai, referenti nazionali delle associazioni guide, le quali hanno ricordato le richieste al Parlamento di rinvio delle scadenze contributive e fiscali e semplificare la normativa per consentire di combattere l’abusivismo. E qui, Croce ha tirato fuori una carrellata di modalità di lavoro irregolare .

GLI IMPROVVISATI

«La cosa più avvilente – continua Croce – è che a Venezia chiunque si senta autorizzato ad accompagnare i turisti. In realtà questa è una professione tutelata dalla legge, anche se gli strumenti per perseguire gli abusivi sono pochi. I Free tours sono organizzati da organismi che si fingono associazioni culturali sfruttando la normativa sul terzo settore che consente la raccolta fondi ma non è chiaro dove finiscano le mance raccolte. Ringrazio la guardia di finanza e i vigili che hanno contrastato il fenomeno, ma ormai in tanti hanno conseguito l’abilitazione a guida in altre regioni e non possono essere più perseguiti ai sensi della legge regionale. Ci sono anche problematiche legate agli assembramenti, visto che muovono gruppi anche di oltre 30 persone e non sempre con mascherina. Poi – conclude ci sono i siti del tipo Venice Free, i Venice lovers o i Locals che sono spesso studenti anche stranieri che si improvvisano guide e poi le esperienze di vita veneziana. Infine, ci sono perfino i Bacaro tour promossi da esercenti. Insomma, oltre al danno, la beffa». 
Sull’imprecisione della normativa regionale in materia, è intervenuta anche la consigliera regionale el Movimento 5 Stelle Erika Baldin, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale sul ruolo delle guide: «Chiedo di sapere se palazzo Balbi abbia intenzione di prevedere, anche con un’iniziativa normativa specifica, linee guida adeguate anche per questa categoria di lavoratori. Li hanno colpevolmente lasciati soli a gestire una situazione critica».

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