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“Le industrie di Porto Marghera indispensabili per tutto il Paese”

Fonte: La Nuova Venezia del 26-03-2020

«Non c’è dubbio, Porto Marghera sta attraversando il momento peggiore dei suoi cento anni di storia, dopo i disastrosi bombardamenti della seconda guerra mondiale» dice l’ingegnere Sergio Lucchi, ex direttore del Petrolchimico e da anni presidente dell’Enete Zona Industriale di Porto Marghera, affiliato a Confindustria «Ma proprio in questa drammatica emergenza della pandemia Porto Marghera sta producendo ancora Pil e sta dimostrando che il suo diversificato sistema industriale continua a garantire le produzioni a ciclo continuo e quelle essenziali per tutto il Paese. Parlo di produzioni indispensabili che stanno a monte delle filiere produttive che continuano a funzionare in tutta sicurezza, come testimoniano le ispezione ello Spisal, come i carburanti, le plastiche per il settore medico e alimentare, l’energia elettrica, l’ossigeno,i materiali bio medicali, il grano e altri generi alimentari di prima necessità, e poi la logistica che permette alle materie prime e alle merci essenziali di arrivare a destinazione». «La tanto vituperata Porto Marghera» aggiunge «sta dimostrando quanto sia ancora importante per la diversificazione delle sue produzioni, sopratutto in un momento estremamente difficile come quello attuale che ci vede tutti impegnati in una battaglia contro un virus che non distrugge gli impianti e le strutture produttive, ma mina i contatti umani e le interazioni tra gli individui che sono alla base del lavoro. 

Molte aziende hanno sospeso l’attività, in rispetto alle direttive del Decreto Governativo, come ha fatto Fincantieri che occupa migliaia di lavoratori a Porto Marghera, chiudendo ancor prima dell’emanazione dell’ultimo decreto malgrado le polemiche sollevate dai sindacati».«Le aziende che restano aperte lo fanno con l’accordo dei rappresentanti sindacali dei lavoratori. E lo fanno risanando gli ambienti lavorativi, garantendo tutti i mezzi di protezione necessari ai lavoratori, distribuendo mascherine e disinfettanti, segregando gli spogliatoi, allestendo percorsi differenti per le maestranze in modo da rispettare la distanza di sicurezza. Lucchi ci tiene anche a sottolineare che l’Ente Zona Industriale continua a garantire il funzionamento della rete di controllo delle emissioni dei processi produttivi e del sistema Simage, il sistema per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze nel caso di incidenti. «Inoltre abbiamo messo in essere una preziosa interfaccia con l’amministrazione comunale, la Prefettura e le stesse aziende» sottolinea «per affrontare in modo coordinato la grave emergenza che colpisce tutte le filiere produttive. In questo ambito abbiamo fornito tutte le informazioni in nostro possesso per chiarire le attribuzioni del codice Ateco che identifica e classifica ogni segmento della catena produttiva».

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