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«Le polemiche? Noi abbiamo nomi e cognomi»

Fonte: La Nuova Venezia del 01-04-2020

Chi fa polemiche pretestuose sappia che avrà tempo per essere richiamato a quello che ha fatto. Abbiamo nomi e cognomi, abbiamo segnato tutto e controlliamo tutto quello che viene scritto. Fate pure le vostre campagne politiche, strumentali e pessime, noi non rispondiamo e amministriamo la città per come siamo capaci. Noi non facciamo conventicole, tutto va dato in modo trasparente». Queste le parole pronunciate l’altro giorno in diretta dal sindaco Luigi Brugnaro e che hanno scatenato ieri la polemica, con tanto di hashtag sui social “#segnatiancheilmionome”. Reagiscono in tanti: da Andrea Martini, che parla di «un uomo solo al comando contro chi critica», a Luana Zanella, da Gian Angelo Bellati a Gianluca Trabucco (Articolo Uno) che si dice pronto a prendersi la «medaglia» di critico dell’amministrazione di centrodestra. Anche +Europa con Michele Scibelli ritiene «vergognose» le parole del sindaco: «Non è all’altezza di rappresentare una città come Venezia». Il senatore Pd Andrea Ferrazzi suggerisce al sindaco «compostezza e di non diffondere notizie sbagliate come l’alleato Salvini». A tanti le parole del primo cittadino sono apparse minacciose verso l’opposizione, la stampa e i critici.Ieri Brugnaro ha, sempre in diretta, cercato di ridimensionare la questione con una battuta: «Tranquilli, non minaccio nessuno». Ma la giornata è stata scandita dalle prese di distanza da quelle parole, giunte fino a Roma. «In queste delicatissima situazione abbiamo bisogno di amministratori al lavoro e non di sceriffi dal piglio censorio», dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio, il Pd Andrea Martella. «Libero Brugnaro di difendesi da offese o gesti che travalicano il confine della civiltà o della legalità. 

Ma nell’assistere a messaggi che sanno di avvertimento nei confronti di chi avanza critiche al suo operato si ha l’impressione che ad essere superato sia il confine istituzionale», dice. «In quale Venezia stiamo vivendo?», si chiede Gianfranco Bettin, preoccupato della questione «democratica in città»: evidenzia come anche Veritas abbia alzato i toni contro i critici all’inceneritore, tema caldo di dibattito, e ricorda che la giunta Brugnaro è quella che ha tolto risorse e deleghe alle Municipalità «solo perché di un altro colore politico e senza l’intervento di alcun organo di controllo». Un messaggio arriva dall’ex sindaco Ugo Bergamo, dal nuovo sito della sua civica “Venezia è tua”, alleata di Baretta: in questa fase così difficile per il paese e Venezia, dice Bergamo occorre «evitare personalismi, polemiche inutili e spesso infondate e cercare di essere vicini a tutti, a partire da chi ha più bisogno». Dopo la polemica sui 400 milioni dal governo ai Comuni, insomma, Bergamo suggerisce a tutti, in primis al sindaco imprenditore, di moderare i toni e di aprire alla collaborazione di tutti, anche dei suoi critici.

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