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Le storie sui social Già chiusi 30 hotel e affittacamere

Fonte: Il Gazzettino del 06-03-2020

La solidarietà tra veneziani ai tempi del Coronavirus corre sul web. Tutto è partito da un gruppo Facebook, Negozianti Artigiani & P.iva Veneto tutti insieme per cambiare, creato da Salvatore Scoppetta, commerciante di San Filippo e Giacomo. L’obiettivo è quello di racchiudere idee, opinioni e soprattutto soluzioni per tornare in piedi dopo i problemi legati all’emergenza.  Perché negli ultimi giorni si continuano a registrare senza soluzione di continuità chiusure da parte di albergatori e host affittacamere. Tra Mestre e Venezia ci sono 30 strutture in crisi che hanno chiuso per mancanza di clienti. Nei grandi alberghi invece le presenze sono ridotte all’osso. 

SOLIDARIETA’ E STORIE

Tra le quasi quattromila persone che si sono iscritte sono tanti coloro che desiderano aiutarsi, ma si possono trovare anche proposte e paure. Tra gli avvisi più apprezzati nella giornata di ieri c’è quello delle multe nei confronti dei locali che non rispettano le normative (ne riferiamo a pagina XI). E tra i commenti c’è chi si chiede cosa succeda in vaporetto, bus, ma anche chi invece fa notare l’assenza di turisti, per cui i locali vuoti, e chi opta per soluzioni più sbrigative, cioè di opporsi in un periodo di estrema crisi. Le parole di commento più gettonate erano di vergogna e incredulità. Nicola Eremita spiega che deve fare i conti con migliaia di euro di debiti nei confronti dei locatari a cui non sa come rispondere. Un problema che quindi riguarda sia l’attività commerciale, ma anche il mancato introito per la famiglia proprietaria dei muri. E proprio nel ramo della ristorazione c’è chi propone un taglio dei prezzi del 50% pur di proseguire nel proprio lavoro. «I turisti sono spariti, ma la sera non vedo neanche veneziani – spiega uno dei più noti ristoratori di Venezia – facciamo una ventina di coperti al giorno se va bene. Così riusciamo a coprire solamente il 10 per cento delle spese che dobbiamo affrontare ogni mese. Non è possibile andare avanti ancora per molto in questo modo. Bisogna fermarsi tutti e smetterla con questa paranoia. In Italia siamo andati a cercare i positivi, altri Paesi non hanno dichiarato nulla e hanno casi lo stesso. Come popolo ci siamo messi in difficoltà da soli e sarà veramente difficile risollevarsi. Ci sono decine e decine di realtà che rischiano di chiudere».

PROPOSTE

Certo è che la città si sta scoprendo sempre più vicina ai suoi residenti, che non demordono. Un esempio è anche l’ingegno di Raffaella Fabiana Vizza, che propone una card-sconto per chi decida di andare nei locali aderenti, un modo per fidelizzare residenti e allo stesso tempo cercare di tamponare le perdite. Sulla stessa scia, Elena Bastet Samhildánach pone l’accento sui negozi di vicinato. Se già la mancanza di turismo sta ammazzando il tessuto economico, i provvedimenti come la chiusura delle scuole incidono sulle cartolerie, ma a ruota anche su tutti i negozi di vicinato. Un motivo per cui vale la pena non abbandonare macellerie, panifici e chiunque si alzi alla mattina cercando di tirare avanti. All’interno della pagina tutti vogliono dire la loro, senza far dimenticare alcuna categoria. E infine c’è chi, come Sara Giordani, propone di esser d’aiuto verso le famiglie, quindi facendo da babysitter o verso gli anziani.

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