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Lido, stabilimenti di lusso chiusi Il Comune avverte: devono riaprire

Fonte: La Nuova Venezia del 27-05-2020

«L’apertura, la gestione e il corretto funzionamento degli stabilimenti balneari costituiscono obbligo in capo al concessionario». Un richiamo forte alla responsabilità dei concessionari del demanio marittimo, quello contenuta nell’ordinanza comunale pubblicata ieri. Un richiamo che sembra diretto in particolar modo alle spiagge che ancora non hanno comunicato ai loro clienti la data e le modalità di apertura della stagione. Spiagge che hanno fatto la storia del Lido, come il Des Bains, l’Excelsior, le Quattro Fontane. Si susseguono in questi giorni le richieste di informazioni da parte di migliaia di famiglie. Veneziani “abbonati” alla capanna o al tukul, che quest’anno non riescono a capire quale sarà il futuro delle loro spiagge.

Mentre gli stabilimenti comunali di Venezia Spiagge, il litorale di Jesolo, Cavallino e Bibione annunciano l’imminente apertura pur con le restrizioni imposte dalla pandemia, la Sab – società che gestisce gli alberghi di lusso e le spiagge per conto di un Fondo di investimento con sede a Londra – non dà alcuna risposta. Minacce di cause dai clienti. E il rischio che la concessione del Demanio – che scade nel 2039 – possa essere ritirata in caso di inadempienza. Una mancanza di iniziativa che ha irritato anche Ca’ Farsetti e il sindaco Luigi Brugnato, che sta investendo molto sul rilancio del Lido. Un contatto di qualche giorno fa non ha dato alcun esito. E il centralino dell’Excelsior continua a non dare risposte certe alla valanga di utenti che chiedono informazioni. «Non sappiamo, aspettiamo decisioni», rispondono le incolpevoli dipendenti. Cornice non proprio adatta ai progetti di grande sviluppo e di investimenti annunciati dalla cordata che ha assunto il controllo degli alberghi e delle spiagge dell’isola.

All’apertura della stagione mancano soli pochi giorni. E gli utenti si aspettano risposte. Le spiagge dell’Excelsior peraltro hanno dimensioni molto ampie. L’incertezza e le mancate risposte stanno causando malumori. E Ca’ Faretti sta studiando il da farsi. In caso di inadempimenti è possibile anche la revoca della concessione o il sequestro delle attrezzature. Alla riapertura mancano pochi giorni. E l’ordinanza comunale, firmata dal dirigente del settore Valorizzazione beni demaniali e Patrimonio Luca Barison, detta limiti e divieti. I concessionari dovranno garantire anche il libero accesso del pubblico alla battigia. Delimitando se necessario l’area oggetto di concessione con paletti e corde. L’orario minimo di apertura delle spiagge è fissato in nove ore, dalle 9.30 alle 18.30, il periodo minimo di apertura in due mesi e mezzo, dal 30 giugno al 15 settembre. Obbligo dei concessionari anche la cartellonistica e i percorsi separati, il rispetto delle distanze e della normativa anti Covid, la sanificazione, il salvataggio e l’ambulatorio medico. È vietato in tutte le spiagge l’accesso ai pennelli, portare animali – ad eccezione delle aree autorizzate – la pesca e il campeggio. L’acqua riservata alla balneazione e vietata ai mezzi a motore arriva fino a 500 metri dalla battigia.
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