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«L’impianto di Fusina non ha alternative»

Fonte: La Nuova Venezia del 04-03-2020

Dopo l’occupazione pacifica della centrale termoelettrica “Palladio” di Enel – dove insieme al carbone di brucia anche il combustibile da rifiuti solidi non riciclabili (Css)– da parte delle “tute bianche” dei Centri Sociali, interviene l’azienda municipalizzata. «L’impianto di Fusina – spiega in un comunicato Veristas – nel quale la controllata Ecoprogetto intende sostituire la biomassa legnosa già autorizzata con Css e fanghi da depurazione civile per produrre energia, è stato dimensionato alle esigenze del nostro territorio, ben conosciute da Veritas, che spesso affronta variabili importanti, ad esempio picchi stagionali e imprevisti propri della raccolta dei rifiuti».

Ancora una volta Veritas ribadisce che «disporre di adeguati impianti territoriali è l’unica soluzione possibile per non incorrere in emergenze, soprattutto in vista della riconversione della centrale termoelettrica dell’Enel “Palladio”, che dal 2023 non sarà più alimentata a carbone, quindi non potrà più utilizzare il Css che adesso Veritas produce a Fusina dal rifiuto secco residuo». «Resta inteso – aggiunge Veritas – che se diminuirà la quantità di rifiuti resterà sempre la possibilità di utilizzare nell’impianto la biomassa legnosa, come peraltro già autorizzato da oltre due anni. Alternative all’utilizzo diretto del Css da parte di Veritas non esistono, se non l’invio, peraltro già iniziato, in impianti simili dislocati in altre zone, con costi molto elevati e purtroppo in crescita».

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