Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

L’ira dei balneari “zone demaniali, fate chiarezza”

Fonte: La Nuova Venezia del 12-03-2020

Nuovo appello di Ascot perché si rivedano i piani urbanistici delle zone demaniali per decidere una volta per tutte cosa si può o non si può fare. L’onda lunga delle polemiche sul supermercato Aldi in fase di costruzione nel parcheggio dello stabilimento Clodia non si è ancora arrestata e il presidente dei balneari di Ascot, Giorgio Bellemo, torna a chiedere strumenti sicuri. La maggioranza si è prodigata a risolvere il problema presentando un ordine del giorno per decretare lo stop al cemento in spiaggia, addossando parte delle responsabilità su quanto accaduto alle liberalizzazioni del Piano casa regionale, ma Bellemo ritiene che non sia sufficiente. «Prima di dire basta cemento in spiaggia, e forse la normativa vigente dà alcune disposizioni in tal senso, supportata da norme e circolari di rango superiore», sostiene Bellemo, «si dovrebbe laicamente e intelligentemente pensare a cosa vogliamo fare di tutta quella porzione importante del territorio demaniale che è “non più funzionale alla balneazione” e che dev’essere considerato come parte integrante e integrata della città, con ciò ben distinguendo la spiaggia vera e propria. Ricordo che quando si è voluto, si sono bloccati, anche con bizantine giustificazioni, altri importanti interventi richiesti». La parte di territorio che secondo Bellemo andrebbe normata in modo più preciso è quella disciplinata dal Parco attrezzato del Lungomare, uno strumento urbanistico avviato nel 2004 e pubblicato nel 2010, su cui Ascot ha presentato proposte di modifica dal 2016. «Agli atti di questa amministrazione si trovano richieste, anche da noi formulate da tempo, che vanno nella direzione di rivedere gli attuali strumenti urbanistici di settore», spiega Bellemo, «Ma forse leggere comporta un impegno che non tutti sono disposti a sostenere. Inutile accusare altri quando esiste un potere che è proprio dell’amministrazione comunale nell’adottare certi provvedimenti, se lo si vuole fare. Il Piano casa sì dà la possibilità di ampliare, ma quello che è già previsto dai piani comunali, in questo caso proprio dalle Norme tecniche di attuazione del Parco attrezzato che nella zona in questione guarda caso prevede proprio questo tipo di interventi…»

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.