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L’ira delle guide in una Venezia senza più turisti «Noi invisibili»

Fonte: La Nuova Venezia del 10-06-2020

Sono le prime che presentano ai turisti le città, ma quando il ministro del Mibact Dario Franceschini ha elencato le categorie in crisi, si è dimenticato di loro. Ieri le guide turistiche hanno voluto mostrarsi e uscire dall’anonimato per dire che esistono, che fremono dalla voglia di lavorare e per chiedere che venga messa in atto una strategia di promozione diretta ai potenziali viaggiatori italiani. Alle 11 si sono ritrovate per un flash mob sulle scalinate della Chiesa della Salute, scelta in quanto punto visibile e riconoscibile da tutti, ma anche per il messaggio di speranza in una rinascita. A distanza di sicurezza e munite di mascherina, le guide e gli accompagnatori hanno esposto uno striscione con scritto “Noi ci siamo”, il messaggio che vorrebbero arrivasse in tutta Italia e in tutto il mondo. «L’anno scorso in questo periodo avevamo così tanto lavoro che non riuscivamo nemmeno a prenderci un giorno di respiro» spiega Francesca Ranieri, guida veneziana e referente del Veneto di Agta, associazione (nazionale) guide turistiche abilitate, «ora abbiamo solo cancellazioni. 

Per esempio, io negli ultimi 100 giorni ho avuto un’unica guida domenica e mi sembrava un evento eccezionale perché vorrei ricordare che chi fa questo lavoro lo fa per una profonda passione e dopo aver studiato tantissimo per essere abilitate». Il flash mob è stato fatto anche in altre città d’arte come Lecce, Napoli, Firenze e Roma affinché la richiesta di riconoscimento andasse oltre i confini regionali. Martedì Agta andrà a parlare in Regione per chiedere che le tasse di quest’anno vengano cancellate e che si dia avvio a un piano strategico per invitare anche gli italiani a farsi guidare nelle città dai professionisti del settore. «Abbiamo ricevuto i 600 euro, ma altre Regioni come la Sicilia, il Friuli e la Campania hanno dato un contributo specifico, riconoscendo la crisi che stiamo vivendo», prosegue Ranieri, archeologa, «l’85% dei turisti che chiedono la guida è straniero, in particolare americano, mentre gli italiani non hanno questa abitudine sebbene poi, quando capita, si dimostrino sempre attenti e curiosi». Tra le richieste che verranno esposte al dirigente Squarcina dell’assessorato al Turismo ci sono anche quelle di investire nella promozione. «Ci siamo sentiti invisibili perché, nemmeno Franceschini che ha una madre e una sorella guide turistiche, ha mai citato questo settore in qualche discorso», spiega Ranieri. Parliamo di un ambito, quello turistico, che per Venezia fino allo scorso febbraio era una certezza. Ora invece le guide turistiche stanno cercando di farsi conoscere anche al pubblico italiano, ma non basta. 

Serve un’agevolazione fiscale e un piano studiato ad hoc per valorizzare la loro funzione.«Noi spieghiamo la città con amore e tanti che pensavano di conoscere Venezia, dopo una guida si ricredono» dice Ranieri. Il Comune, per adesso, ha solo concesso che, nel caso si formino dei gruppi, la guida possa portarli a Palazzo Ducale anche quando è chiuso, quindi nei giorni infrasettimanali. Il problema è che non c’è proprio nulla all’orizzonte e la quotidianità di questi lavoratori e lavoratrici è a rischio, come avevano già ribadito alla Regione tempo fa le guide di Agtv (Associazione guide turistiche veneziane), presenti ieri su scelta personale e non come sigla. La situazione in cui versano le guide turistiche era già stata sollevata a Comune e Regione da Stefano Croce, presidente di Agtv, tempo fa, ma il protrarsi dello stato di incertezza ha spinto anche Agta a dare un forte segnale. Insomma, la situazione è drammatica. Nei giorni scorsi alcune guide autorizzate si sono viste davanti alla stazione Santa Lucia con un cartello “Offresi Tour”. Uno spaccato simbolico di come il coronavirus abbia mandato in tilt tanti settori lavorativi: se prima i turisti cercavano le guide, ora sono le guide che cercano turisti.

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