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M9, c’é anche chi ce la fa

Fonte: Il Gazzettino del 05-03-2020

 I conti non tornano. I visitatori scarseggiano. L’area commerciale è scarsamente occupata e anche le poche attività esistenti soffrono. I buoni eventi accendono la luce e la speranza (vedi l’ottimo Festival delle idee dello scorso autunno) ma poi calano di nuovo le ombre e si riaffaccia il pessimismo. In un quadro tutt’altro che esaltante e, soprattutto, in attesa di nuove idee per uscire dall’impasse, va detto che c’è anche chi, all’interno dell’innovativo e attraente complesso dell’M9, il museo del Novecento di Mestre, può permettersi un sorriso: proprio mentre FC 1920, nato come tempio della carne di qualità, si arrende e spegne i fuochi, la società Art & Food archivia infatti il 2019 del suo 9Bistrot, il ristorante del museo, con un fatturato attorno ai 900 mila euro e un andamento complessivo perfettamente in linea con il business plan iniziale.

IN CONTROTENDENZA

Andrea Carcanella parla anche per i soci, Fabiano Ruffini e Fabrizio De Col, e spiega: «Siamo soddisfatti. Pienone sempre garantito nei fine settimana, buon afflusso medio negli altri giorni, bene la domenica a pranzo. Al tempo stesso non ci accontentiamo, penso che siamo al 60% e che ci sia ampio margine di miglioramento. Per arrivare al 100% servirà ovviamente un incremento dei visitatori al museo, e questo non ci compete, invece per quanto riguarda il ristorante vero e proprio dovremmo essere più bravi noi a comunicare, sia ai mestrini sia ai turisti, la nostra offerta». Un risultato che, nonostante le difficoltà del contesto, sorprende fino ad un certo punto: Andrea e soci difficilmente sbagliano un colpo, come certificano le altre attività del gruppo: dalla ristorazione della Biennale di Venezia al catering, dal Molo di Venezia (dove da anni hanno ceduto l’attività di discoteca per concentrarsi solo sulla ristorazione) al Bistrot 55 di Piazza Ferretto. Un successo che Andrea spiega così: «Attenzione alla qualità del cibo, organizzazione di tutte le componenti, piacevolezza dell’ambiente, personale all’altezza». Facile a dirsi, quasi banale, meno a farsi.

IL GRUPPO

Il gruppo è, secondo Andrea, la componente fondamentale: «Il nostro obiettivo, quando pensiamo ad una nuova impresa, è quello di formare una squadra giovane, che si innamori della nostra idea, comunichi ai clienti il nostro pensiero, si appassioni a quello che fa. Dobbiamo essere bravi a far sentire i ragazzi importanti e renderli partecipi e protagonisti. Un coinvolgimento che poi il cliente percepisce». Dicono che Mestre sia una città difficile, ma a giudicare dai vostri risultati non si direbbe: «Infatti, Mestre ha grandi potenzialità, di fronte a offerte interessanti e di qualità risponde alla grande. Il problema vero è individuare cosa chiede una città, offrire quello che manca. Noi, ad esempio, abbiamo un capo cuoco molto bravo che coordina le nostre cucine, e proviene da esperienze di alto livello, però qualche volta dobbiamo frenarlo perché la sua idea di cucina sarebbe forse più alta, ma sappiamo che qui dobbiamo proporre un giusto compromesso fra qualità, estetica e costo, ma soprattutto farci capire dal tipo di clientela media». In attesa che si attenui il clima di pessimismo causa coronavirus («Abbiamo avuto un calo attorno al 20% negli ultimi giorni e ci è andata anche bene») e che si riaccenda il turismo, Carcanella e soci guardano al futuro: «Lo ripeto: Mestre e il Museo M9 hanno enormi potenzialità, speriamo di riuscire ad assecondarle e sfruttarle nel modo migliore, tutti assieme. Quanto a noi, siamo ormai una società strutturata e in grado di fare nuovi progetti. Uno, proprio su Mestre, lo abbiamo già in mente». 

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