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M9, cura da cavallo per il deficit

Fonte: Il Gazzettino del 22-02-2020

CULTURA E CONTI
MESTRE Per far tornare i conti dell’M9 di vendere parti del chiostro non se n’è parlato né scritto nella prima relazione degli advisor della Dgm Consulting nominati lo scorso dicembre dalla Fondazione di Venezia per frenare l’emorragia di denaro provocata dal Museo del Novecento e dagli spazi commerciali annessi che, invece, avrebbero dovuto garantirne il mantenimento. Non si parla di vendere ma si prefigura una cura da cavallo con 20 opzioni individuate riunite in quattro filoni principali. Entro marzo gli advisor presenteranno le indicazioni finali ma già ieri il Consiglio di amministrazione e il Consiglio generale della Fondazione hanno potuto rendersi conto di quel che li aspetta nei prossimi mesi per arrivare al pareggio di bilancio. Intanto si è aperta la gara alla successione del presidente della Fondazione Giampietro Brunello. E in pole position sembra esserci l’ex sindaco Paolo Costa.
I CONTI
Dopo i 4 milioni e 200 mila euro sborsati dalla Fondazione per coprire le perdite del 2018 del Polo M9, quando ancora era in mano all’amministratore delegato di Polymnia Venezia, Valerio Zingarelli, gli esperti hanno valutato che il disavanzo del 2019 alla fine dei conti sarà poco più dei 6 milioni e mezzo di euro già correttamente calcolati dall’amministratore delegato di M9 District (che ha sostituito Polymnia) Stefano Antonio Sernia. Due gli ordini di problemi che hanno portato a nuove perdite anche per il 2019: l’attività museale risente fortemente del numero di ingressi, appena 54.000 visitatori paganti (contro i 200 mila che erano stati previsti già per il 2018), e di conseguenza i ricavi sono risultati insufficienti a raggiungere l’equilibrio economico; in secondo luogo la parte immobiliare risente degli spazi non ancora affittati a fine 2019; questo secondo aspetto dovrebbe migliorare nel 2020 dato che finalmente, dopo oltre un anno, si insedierà Copernico, società di uffici in coworking che occuperà parte del piano terra, del secondo e del terzo piano, ovvero la maggior parte dei metri quadrati a disposizione per attività commerciali, pur non essendo un’attività commerciale ma direzionale, che comunque dovrebbe garantire il pagamento di un canone per i 3 mila metri quadri che occuperà sui 4.500 totali, a meno che il contratto non sia agevolato come molti di quelli stipulati nel 2018.
Cosa consigliano gli advisor di Dgm Consulting per raggiungere il pareggio di bilancio? Sostanzialmente due cose: ricondurre la guida dell’M9 District ad un amministratore unico (mentre oggi sono due, Stefano Antonio Sernia che si occupa della parte amministrativa ed Edmondo Pasquetti che deve garantire la promozione del distretto, gli eventi e quant’altro per vivificare l’ambiente), e capire bene cosa deve rappresentare il Museo M9 per poterlo vendere in Italia e all’estero. Scendendo nel particolare, le 20 opzioni indicate sono state riunite in 4 filoni: azioni di ridisegno della struttura organizzativa e di gestione del Polo M9 tese alla semplificazione dei processi e all’unitarietà di esecuzione delle strategie; azioni di riconfigurazione della struttura amministrativa e societaria tese all’ottimizzazione complessiva dell’assetto del Gruppo; azioni tese all’adeguamento alla nuova fase di gestione successiva allo sviluppo ed alla commercializzazione del Polo; azioni tese alla velocizzazione del modello di sviluppo delle attività museali per dare maggiore identità al Museo M9.
LA GARA
Chi guiderà questo percorso? Il mandato del presidente Giampietro Brunello scade questa primavera, non è possibile una sua riconferma a meno di una deroga; a deciderla dovrebbe essere l’Acri, l’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio, dopo aver sentito il ministero dell’Economia e delle Finanze, ma per un passo simile servirebbe l’unanimità dei 14 componenti del Consiglio generale che pare non esserci. Tra quei 14 membri, invece, può trovarsi il successore: scese le quotazioni del rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi, dopo il ritiro dalla corsa per la poltrona di sindaco di Venezia, salgono quelle dell’ex sindaco ed ex ministro Paolo Costa che, forse non a caso, l’attuale sindaco Luigi Brugnaro aveva nominato nel Consiglio a febbraio del 2017. Tra l’altro gli advisor di Dgm, prima dell’incontro di ieri, avevano voluto sentire le opinioni di tutti i membri del Consiglio e l’unico che ha presentato una dettagliata relazione sulle cause delle perdite e sugli indirizzi per superarle è stato proprio Paolo Costa.

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