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M9 in stallo attende una strategia «Coinvolgere scuole e territorio»

Fonte: La Nuova Venezia del 12-05-2020

Mitia Chiarin«Investire in programmi e competenze, rinegoziando un contratto morale soprattutto con il pubblico locale che è stato negli ultimi quindici anni molto più sedotto dalle novità (penso alle esposizioni temporanee) che non dalle collezioni permanenti». Le parole del docente della Bocconi, Guido Guerzoni, tra i padri del progetto M9 a Mestre, pubblicate da Art.it nei giorni scorsi, possono essere di aiuto al progetto museale di Mestre per riprendersi dal lockdown e rilanciarsi con un piano di copertura del disavanzo, stimato in 6,9 milioni di euro. Per Guerzoni la ripresa del settore culturale del post Covid-19 si gioca sul lungo periodo, da uno a due anni. Allora un museo appena nato, deve calarsi nella comunità che lo ospita, dando servizi e cultura. Con un nuovo piano culturale di lungo percorso, probabilmente investendo più dei 4 milioni di budget annuale attuale. La Fondazione di Venezia deve decidere. Il dibattito interno scatena polemiche con le valutazioni in corso sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare e il futuro della Casa dei Tre Oci alla Giudecca. Ma ci sono i piani dell’ad Pasquetti e del direttore del Museo Marco Biscione da approvare. Biscione ha presentato al consiglio generale una relazione sulla ripartenza che propone di fare nei prossimi mesi del Museo del Novecento un luogo votato alla formazione storica dei giovani studenti, costretti a disertare le aule da mesi causa emergenza sanitaria. Un museo dove svolgere visite a gruppi, ma anche laboratori, campi scuola estivi e strutturando nuovi percorsi dentro il museo che diventano alleati di un mondo, quello della scuola, che sta pensando come strutturarsi utilizzando comunque la tecnologia come alleato, come si è imparato, in maniera sperimentale, nei mesi di lockdown. 

Per ripartire, insomma, M9 potrebbe diventare una sorta di grande appendice didattica per il mondo della scuola veneziana e veneta. La direzione ipotizza una ripartenza da giugno ma in Fondazione, con i timori di dover gestire sanificazioni, igiene, distanziamenti in un museo dove tutto si tocca, si ipotizza ora settembre. Riaprire in sicurezza non è impossibile, ci stanno pensando tutti i musei. Ed è possibile correggere il tiro, rivedendo previsioni della vigilia che si sono rivelate fantascienza e lasciando mano libera agli esperti di museo più che di bilanci. La programmazione online della Fondazione funziona e si può mantenere nei prossimi mesi, anche con forme a pagamento. Urge una politica dei prezzi che riduce il biglietto a favore di residenti e scuole visto che a lungo mancheranno i turisti; il terzo piano per le esposizioni temporanee va arricchito anche con mostre d’arte; serve una sapiente campagna marketing di lunga durata e occorre aprirsi alla collaborazione del territorio . 

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