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M9 si affida a Santini per valorizzare chiostro e spazi commerciali

Fonte: La Nuova Venezia del 04-05-2020

Un compito non facile, anche solo per il periodo in cui arriva e la crisi del mercato immobiliare dovuta al coronavirus. Tommaso Santini, già amministratore di Vega Scarl, ha comunque deciso di accettare l’incarico che gli è stato affidato dalla fondazione di Venezia: valorizzare il patrimonio immobiliare di M9. Un incarico che riguarda soprattutto il chiostro, l’area commerciale, mai decollata e ora ancor più impantanata. Una consulenza che dovrebbe essere anche uno dei passaggi in direzione della nuova governance della Fondazione – fin qui assai complessa, con troppe teste a decidere – così come suggerito dall’advisor Dgm Consulting. Il museo, da un punto di vista finanziario, doveva reggersi su due gambe: la bigliettazione e gli affitti degli spazi commerciali. La prima incerta, la seconda più che claudicante, con la maggioranza degli spazi ancora vuoti. E soprattutto dal futuro incerto. La società di consulenza ha individuato alcuni provvedimenti da assumere per ripianare in corsa i conti del polo culturale del museo M9 di Mestre, e ridurre in fretta da 6,9 a 2,9 i milioni di disavanzo. Manovra variegata che propone di snellire la catena di comando e inserire tre nuove, possibili, funzioni per dare una vera identità al distretto museale: un centro di educazione e didattica per le Scuole superiori, un polo di innovazione tecnologica, possibile se si trova una grande azienda come partner, oppure uno showroom di aziende, startup e idee. Indicazioni che ora spetterà alla Fondazione recepire o meno, a partire dal nuovo modello di governance che dovrà essere adottato. 

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