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Marzenego, via libera al parco Da chiarire la nuova viabilità

Fonte: La Nuova di Venezia del 24-02-2020

Maggioranza e opposizione in consiglio comunale una volta tanto sembrano d’accordo nel realizzare il tanto atteso Parco fluviale del Marzenego, con il parere favorevole del Consorzio di Bonifica e come chiedono di fare centinaia di cittadini, una decina di associazioni che hanno sottoscritto una petizione in tal senso, dopo l’approvazione in consiglio della delibera che ha istituto il vincolo agricolo, senza più alcuna possibilità di edificare, su tutta l’area del futuro Parco che si estende su circa 23 ettari totali. Domani nella prevista riunione della IV e V Commissione consiliare si dovrebbe sancire l’accordo tra maggioranza e opposizione che già nell’estate del 2018 avevano fatto votando all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Emanuele Rosteghin che chiedeva l’istituzione di un parco lungo gli argini del fiume Marzenego, collegato al vicino parco di Villa Querini, l’area dell’ex Ospedale Umberto I e Rio Cimetto a ridosso a pochi passi dalle vie Circonvallazione e Miranese e a ridosso della nuova stazione Sfmr di via Olimpia. La Giunta comunale ha già predisposto, in tal senso, una delibera pronta per essere approvata in consiglio comunale il prima possibile.

 Bisognerà in proposito verificare cosa intende fare la società Alì spa la catena di supermercati che ha vinto i lbando per l’acquisizione dell’area dell’ex ospedale Umberto I e chi si era interessata a un ampio progetto di recupero che comprendesse anche le rive del fiume. L’istituzione del nuovo Parco fluviale del Marzenego – un antico fiume che attraversa le province di Treviso, Venezia e Padova, in parte riportato alla luce con i lavori realizzati per volontà delle precedenti amministrazioni comunali in pieno centro a Mestre – secondo il Consorzio di Bonifica Acque risorgive (ex Dese-Sile) è un’occasione per «migliorare la qualità delle acque, ridurre il rischio idraulico con il collegamento delle case alle fognature, la verifica delle fosse biologiche con adeguate alla pulizia delle acque e la creazione di bacini di fitodepurazione». Resta da chiarire soltanto la fattibilità della richiesta avanzata con una petizione da 600 firme – raccolte da undici associazioni locali – di una «viabilità alternativa attivando il raccordo stradale tra via Brendole e la Castellana da attivare chiudendo i passaggi a livello della Gazzera – tra il sottopasso della tangenziale e il nuovo ponte da raddoppiare sul Marzenego – in modo da far scorrere una nuova strada che salvaguardi via Rio Cimetto, come parte del Parco, utilizzando il sedime della attuale strada bianca di servizio della Cav (la società che ha in concessione la tangenziale di Mestre) e sugli spazi disponibili fino al canale del sistema scolmatore.

«Della proposta di nuova viabilità avanzata dalla petizione discuteremo domani nella riunione congiunta delle due commissioni – dice il consigliere del Pd, Emanuele Rosteghin – per quanto ci riguarda non abbiamo nulla in contrario, a patto che siano verificate tutte le questioni di sicurezza, i costi da affrontare e i tempi necessari a realizzarla». —

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