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Mestre, convegno sul futuro dell’ex Umberto I: “no alla speculazione dei privati”

Luca Bagnoli per Il Gazzettino del 17-02-2020

Area ex Umberto I: cosa si farà? È il titolo del convegno in programma domani in villa Settembrini, alle 17:30, organizzato dall‘associazione Mestre Domani in collaborazione con il Comitato Ex Umberto I bene Comune. Tra i relatori Monica Coin, portavoce del Comitato. «Vogliamo porre delle criticità – dice – soprattutto per quanto riguarda la delibera comunale. Le notizie sono frammentarie, si leggono sui giornali, ma siamo molto preoccupati. La città ha bisogno di verde, non di cemento». Sulla proposta di un parco fluviale lungo il Marzenego, che consentirebbe la presenza di edifici solo se posizionati fronte fiume, Coin dice che «all’interno dell’area il padiglione De Zottis si affaccia di spalle sul fiume, e dunque vorremmo sapere se il Comune vuole abbatterlo. E che fine faranno gli altri padiglioni?».

NO SPECULAZIONI Per il Comitato «si rischia di favorire gli interessi del privato, che rinuncia a cubature fuori mercato passando per benefattore, senza considerare il bene pubblico, con una via facile di finta ecologia, un’azione di greenwashing per coprire una speculazione». Il presidente del Centro Studi storici Roberto Stevanato, anch’egli relatore, auspica «un’iniziativa privata intelligente, in armonia con l’interesse storico e culturale della comunità. È una zona importante della terraferma. Il ponte del Castelvecchio era il collegamento, attraverso il Terraglio, con Treviso e Vittorio Veneto, e con il nord Europa». Interverrà anche l’ex assessore Gianfranco Vecchiato: «Promettono incontri con i cittadini ma da Alì ci dicono solo che stanno parlando con il Comune e con professionisti di alto livello. La proposta sul Marzenego è positiva, ma vecchia di trent’anni, non è una novità di questa Giunta. La mia idea è quella di riproporre il tipo di ricostruzione adottata per alcuni centri storici d’Europa, risorti dalle macerie dell’ultima guerra. Penso a Francoforte, Berlino, Dresda. In quest’area, dove si trovano le radici di Mestre, potremmo costruire edifici moderni in un contesto simbolico che mantenga e valorizzai le caratteristiche del passato». Vecchiato, come tutti i promotori della mobilitazione, si augura una «discussione aperta», scongiurando il rischio di ricevere le «notizie a cose fatte»

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