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Mestre. Troppi pregiudicati chiusa per 15 giorni la sala scommesse

Fonte: La Nuova Venezia del 29-02-2020

Chiusa per quindici giorni Agenzia di Scommesse “Aladino Bet 2”. Dopo le proteste degli abitanti della zona, le richieste di interventi alle forze dell’ordine e alla polizia in particolare, ecco la risposta della Questura. È stata chiusa perché frequentata da troppi pregiudicati e poi perché, secondo la polizia, era un punto di ritrovo per tutti gli sbandati, i senza dimora che si trovano in zona e in particolare accanto al supermercato di via Carducci, fin dalle prime ore del giorno. Spesso poi sono protagonisti di violente risse che finiscono nel sangue, come la scorsa settimana. A dieci giorni dall’incontro del Questore Maurizio Masciopinto con i residenti di via Mazzini e via Carducci, è arrivata la risposta alle situazioni di degrado lamentate dai cittadini mestrini: chiusa per quindici giorni l’Agenzia Scommesse “Aladino Bet 2” di via Mazzini n, in cui sono stati più volte individuati numerose persone pregiudicate e pericolose, dediti all’uso di alcol e di sostanze stupefacenti. Gente con precedenti che variano dai reati contro il patrimonio o la persona o in materia di spaccio.

I ripetuti controlli effettuati dai poliziotti delle Volanti e del Commissariato di via Ca’ Rossa, hanno fatto acquisire tutti gli elementi perché il Questore emanasse il provvedimento di sospensione della licenza ex art. 100 Tulps: la sala scommesse era infatti diventata luogo di frequentazione di persone, per la maggior parte cittadini extracomunitari, gravate da precedenti penali e pregiudizi di polizia per reati anche gravi (contro la persona e il patrimonio ed in materia di stupefacenti), colpite da misure di prevenzione, nonché pericolose, “spesso alterate dall’abuso di alcool, che all’interno dei locali giocano, puntano scommesse, siedono ai tavolini consumando bevande, utilizzano i servizi igienici, oziano attendendo le ricariche dei propri cellulari dalle prese elettriche”. La sinergia tra tutti gli uffici della polizia ha consentito di ottenere un risultato che non costituisce una misura repressiva ma bensì preventiva, atta “a garantire migliori livelli di sicurezza per i cittadini”, precisa la Questura.
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