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Monoblocco, ecomostro da abbattere

Lorenzo Mayer per Il Gazzettino del 04-02-2020

«Il monoblocco dell’ex ospedale al mare è un ecomostro da abbattere. Senza questo passaggio il progetto di riconversione del vecchio nosocomio, non potrà andare avanti». Nessun passo indietro, da parte di Cassa Depositi e Prestiti, dopo l’incontro, di ieri pomeriggio nella sede del Consiglio d’Europa, con le associazioni.IL PIANO Alla riunione, a porte chiuse, erano presenti una ventina di persone, in rappresentanza di una decina di associazioni dell’isola firmatarie di un protocollo di intesa. Cassa Depositi, in questo modo, ha mantenuto l’impegno di infornare e aggiornare la popolazione sul progetto in corso. Al tavolo era presente la senatrice del Movimento 5 Stelle, Orietta Vanin, che qualche settimana fa ha bloccato l’emendamento del Pd, a firma di due parlamentari non veneziani, che voleva trasferire il monoblocco dal Demanio al Comune. Cassa Depositi e Prestiti è intervenuta con il direttore generale della Srg Investimenti, Marco Sangiorgio, progettisti e funzionari che hanno illustrato l’intero piano anche con il supporto di alcune slide. Sono stati ribaditi i caposaldi dell’operazione. SANITA’ Prima dell’abbattimento del monoblocco ci sarà la realizzazione di una nuova struttura sanitaria dove verranno concentrati e resi operativi tutti i servizi. Solo successivamente si potrà dare il via all’abbattimento della vecchia struttura. Una cosa, per i progettisti, è certa: lasciare il monoblocco rappresenterebbe un freno invalicabile per il nuovo sviluppo dell’area e per gli investitori Club Med e Th resort, che intendono dare vita a due resort, con circa 550 camere e una scuola alberghiera. I progettisti hanno mostrato che la nuova struttura sanitaria ci sarà e sorgerà a ridosso della portineria nel vecchio ingresso principale in lungomare D’Annunzio. Inoltre l’intera area rimarrà aperta e transitabile per tutti, il viale principale del vecchio ospedale resterà invariato e, anche per quanto riguarda i padiglioni vuoti e abbandonati, solo una minima parte (4 o 5) verrà abbattuta. Gli altri verranno opportunamente restaurati, senza abbattimenti strutturali. Dopo l’esposizione del Piano, la parola è passata ai rappresentati delle associazioni che hanno presentato una serie di domande. Ad alcuni interrogativi è stata data risposta, mentre per altri i dubbi sono rimasti ancora in sospeso. Le associazioni presenti hanno ringraziato Cassa Depositi e Prestiti e la senatrice Vanin per la loro disponibilità a voler dare corso all’incontro di aggiornamento e illustrazione dei progetti in corso. L’auspicio è che possa essere convocato a breve un secondo incontro che tenga in debito conto anche le osservazioni espresse ieri. Ma il tentativo di passare il monoblocco al Comune per rendere più facile la strada dell’abbattimento continua.

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