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” Morì a causa dell’amianto” Comune a Actv devono pagare maxi risarcimento

Fonte: La Nuova Venezia del 05-03-2020

Nuova tegola per il Comune e l’Actv a causa dell’amianto che negli anni Settanta e probabilmente fino alla fine degli anni Ottanta si utilizzava per coibentare gli scarichi dei motori e altre componenti nella sala macchine di vaporetti e motonavi. L’amministrazione ha infatti deliberato il ricorso in appello a una sentenza del Tribunale che l’aveva condannata in solido Condanna in solido con l’azienda a un risarcimento di quasi un milione di euro alla vedova e ai due figli di un dipendente morto nel 2018 a causa di un tumore che i giudici hanno accertato essere stato contratto a causa dell’esposizione all’amianto in età lavorativa. A questa sentenza sia Actv che Comune hanno presentato appello.

La causa era stata intentata dai familiari un anno e mezzo fa, dopo la morte di un ex dipendente dell’azienda che era stato assunto dall’allora Acnil il 3 luglio 1972 in qualità di bigliettaio e tra il 1974 e il 1978 come motorista. Poi, con il cambiamento di denominazione sociale in Actv, fu dipendente di quest’ultima fino al pensionamento. In quegli anni – non è dato sapere quanti – il dipendente lavorò a stretto contatto con manufatti in amianto, che poi risultarono essere altamente cancerogeni. Una vicenda simile a molte altre che sono maturate nel corso degli anni e che stanno costando a Comune e Actv una piccola fortuna.Con la sentenza depositata a febbraio, il Tribunale aveva riconosciuto il nesso causale tra esposizione all’amianto e la malattia e aveva condannato Comune (Acnil era una azienda municipalizzata) e Actv a pagare 115 mila euro come danno non patrimoniale oltre agli interessi e 215 mila per ciascuno dei tre familiari superstiti.Il Comune contesta prima di tutto la ripartizione del risarcimento (50 e 50) anche se il periodo in cui la vittima fu dipendente diretto fu di soli 45 mesi su 413 e che quindi la percentuale di competenza sarebbe dell’11 per cento circa. Nel merito, l’Avvocatura civica contesta il nesso causale, in quanto il consulente tecnico del Comune non aveva evidenziato l’esposizione al minerale come la causa principale dell’insorgere del male»  

 

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