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Mose, cause e centinaia di milioni di danni. L’infinito contenzioso delle imprese

Fonte: La Nuova Venezia del 19-04-2020

Centinaia di milioni di euro. E’ l’ammontare del «contenzioso» che vede da una parte il Consorzio dei commissari Anac, dall’altra le imprese protagoniste dalla prima fase dei lavori del Mose. Cause civili, diffide, citazioni. Molte ancora in sospeso e in attesa di giudizio. Tutto questo potrebbe essere «condonato» con la nuova Convenzione. Le imprese non sarebbero più chiamate a pagare i danni e i costi della manutenzione per opere fatte male. Secondo il provveditore Zincone, che ha proposto la modifica dell’atto, si tratta di un modo per andare avanti, vista la difficoltà di recuperare le somme. Per il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato Mauro Coltorti di una «ignominia etica». «Per il Mose i cittadini hanno già pagato abbastanza», dice. Quali sono le cause oggetto dei contenziosi?La conca di malamoccoUna delle più importanti riguarda la conca di navigazione a Malamocco. Struttura costata 330 milioni di euro. Chiesta dal Comune nel 2002 (sindaco Paolo Costa) per «separare le esigenze della salvaguardia da quelle portuali». Ma la conca oggi si scopre essere troppo piccola per le navi. E con la mareggiata del 2015 è stata gravemente danneggiata. Il costo della riparazione è di almeno 35 milioni di euro. Fiengo e Ossola hanno chiesto i danni – ancora non esattamente quantificati, in attesa della riparazione, ma nell’ordine di decine di milioni – per la «non corretta progettazione e realizzazione». Diffida inviata alla Technital e alle imprese Comar, Cordioli e Viotto. Il collaudo dell’opera era stato fatto all’epoca da alti dirigenti del ministero come Pozzi, Buoncristiano e Pallavicini.DIGA FORANEA«Vizi in sede di progetto e di realizzazione» sono le contestazioni inviate nel gennaio del 2018 (reiterata in ottobre) dai commissari alla Technital, progettista del Mose e anche della lunata di Lido. Realizzata da Covela (Mantovani) e Coedmar, direzione lavori di Thetis. Era crollata in mare pochi giorni dopo l’inaugurazione e il collaudo degli ingegneri Caielli, Maniero, Giuliani. Anche qui la cifra è in via di definizione. La lunata era costata 40 milioni di euro, i costi per risistemarla altri 5-6 milioni di euro. 

JACK-upAltro scandalo nello scandalo, la nave attrezzata per sistemare le paratoie. Costata 53 milioni di euro. Mai usata per cinque anni perché un sostegno si era subito spezzato e mancava il collaudo. Riparata a Ravenna. Nel gennaio dello scorso anno i commissari inviano un «atto di diffida e messa in mora» per chiedere i danni ai progettisti (Technital) e alle imprese che avevano realizzato i lavori (Glf, Condotte, Mantovani, Cidonio e Fip industriale). Mantovani a sua volta chiede i danni per «errori progettuali» a Technital.HIGH TIDEPiù recente (datato 16 gennaio 2020) l’atto di contestazione inviato alla società High tide, del gruppo romano Fincosit. La stessa che ha inviato nei giorni scorsi un durissimo atto di accusa al ministero sulla gestione dei commissari. In questo caso la richiesta è per «danni causati all’attività del Consorzio», estesa anche a Astaldi e Covela (Mantovani).I DANNI AI COMMISSARIClamorosa l’azione civile avanzata al Tribunale da Covela il 31 marzo 2017 (non ancora discussa) con la richiesta di danni ai commissari per ben 196 milioni 991 mila euro. L’accusa qui è quella di non aver distribuito lavori e non aver difeso l’interesse delle imprese.LE CAUSESono numerose le cause civili ancora pendenti tra il Consorzio dei commissari e le imprese. Una riguarda il Covela, che si è opposto alla richiesta di risarcimento danni per 13,5 milioni. Nel 2017 Mantovani aveva presentato un decreto ingiuntivo per avere 3,3 milioni di lavori. Alla fine ne ha avuti 2,8 e ne ha dovuti pagare 10. Groviglio infinito, in attesa di soluzione.

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