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Mose, danneggiata la vernice delle paratoie di Treporti

Fonte: Il Gazzettino del 18-06-2020

l danno è esteso, ma soltanto superficiale. Almeno secondo quanto rilevato sulla paratoia numero 9 della schiera di Treporti, la prima barriera ad essere posata nel 2013.  Nei giorni scorsi è arrivata al Consorzio Venezia Nuova la perizia effettuata dalla ditta Nautilus, che in maggio aveva eseguito la manutenzione sottomarina con la rimozione dei sedimenti dai recessi dal lato delle cerniere.  Un esperto subacqueo, aveva fotografato (come si vede a lato) alcuni tratti della parte superiore della paratoia da cui si evince che la vernice è danneggiata. Il direttore dei lavori, Lorenzo Dalla Vecchia, di Thetis, a quel punto ordinava un’ispezione mirata per esaminare la situazione nel dettaglio. 

Ne è emerso «il distacco parziale, in aree circoscritte, dello strato superiore della vernice». Insomma, in alcuni punti il cosiddetto strato antifouling, che serve ad impedire l’aggrappo alla superficie di organismi marini vegetali e animali non esiste più. Niente di eccezionale o non prevedibile: anche le barche da diporto o da pesca, durante la stagione invernale, vengono trattate sul fondo con il materiale sottomarino per evitare la formazione di alghe o incrostazioni. Ma il danno c’è. «Non risultano invece intaccati gli strati anticorrosivi della vernice, che sono stati trovati integri». Da tener presente che le diverse mani di vernice sulle paratoie sono state date di colore diverso. In questo modo risulta più facile capire quanto in profondità sia il danno, perchè basta guardare il colore che manca. E la stratigrafia delle vernici protettive ha permesso di appurare che non ci sono aree in cui la struttura di acciaio sia priva dello strato protettivo di vernice. 

Il fatto è che la manutenzione delle paratoie non è neppure all’orizzonte.  Perchè se anche la Cimolai di Pordenone si è aggiudicata l’appalto da 18 milioni per effettuare l’intervento, in febbraio, le cause intentate dalle ditte concorrenti hanno di fatto ingessato la gara – nonostante l’aggiudicazione fosse definitiva – e il Covid 19 ha fatto il resto, bloccando l’attività del Tribunale. È attesa direttamente una sentenza di merito, ma l’udienza non è ancora fissata. Nel frattempo le magagne di un’opera subacquea – la cui data di consegna è fissata per il 31 dicembre 2021 continuano ad affiorare, ad esempio dovrà essere verificata la tenuta stagna di circa 3000 valvole. Una per una. E se era stata stabilita la data del sollevamento in contemporanea di tutte le barriere, di tutte e quattro le bocche di porto per il 30 giugno, c’è un cambiamento di programma. Sono infatti previsti due sollevamenti preventivi, uno il 25 giugno, uno il 2 luglio. In attesa però della prova generale prevista in concomitanza della visita del Ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli, il 10 luglio prossimo.
Anche se la strada appare ancora del tutto in salita.

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