Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Mose, deroga speciale per il test completo

Fonte: Il Gazzettino del 31-03-2020

Tutti al lavoro, già ieri, nei tunnel come nella sala controllo, con mascherine e guanti. E così oggi azioneranno la macchina del Mose per un altro test di sollevamento delle paratoie a Chioggia. Dagli operai agli ingeneri, gli uomini della grande opera non si fermano, tra tante difficoltà, preoccupazioni e qualche polemica. La Prefettura, interpellata dal Consorzio Venezia Nuova, ha infatti autorizzato i lavori alle bocche di porto, in deroga al blocco legato al Covid 19, ovviamente nel rispetto delle normative di sicurezza. Impresa non facile. Nel dettaglio potranno continuare le attività degli impiantisti, le riparazioni della conca di navigazione di Malamocco, nonché i test di sollevamento. Tutte attività ritenute indispensabili per poter azionare il Mose, in caso di acque alte eccezionali, in autunno. 

TEST IN MASCHERINA

Per oggi e domani è in programma il test di Chioggia: si comincia stamane, dalle 10, con le 9 paratoie lato Pellestrina, mercoledì sarà la volte delle 9 lato Chioggia. Ieri le due squadre erano al lavoro per le prove in bianco. Tutti dotati dei dispositivi di protezione. Sarà una prova importante per due ragioni. Per la prima volta non si procederà con un solo compressore, ma con due. Questo consentirà di ridurre i tempi di sollevamento, come avverrà a regime. In secondo luogo, se il meteo non cambierà, ci saranno condizioni avverse: prevista un’onda di un metro e 20, mai provata nei test precedenti. Certo, lavorare con mascherine e guanti, complica le cose. E tutta la gestione dei cantieri è difficile. Proprio a Chioggia, per rispettare le indicazioni dello Spisal, sono stati ricavati spazi mensa in più. Al Lido lo Spisal aveva puntato il dito sui servizi igienici, anche su questo fronte si sta lavorando.

CONSORZIATE IN ATTESA

C’è soprattutto il problema dei dispositivi. Se i dipendenti di Cvn, Comar e delle imprese degli impianti per ora hanno le dotazioni necessarie, le imprese consorziate che garantiscono la logistica alle bocche di porto sono ancora in difficoltà. Ormai da dieci giorni hanno chiesto la convocazione del comitato consultivo per un confronto con gli amministratori. «Non è ancora stato fissato riferisce Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva Vogliamo dei chiarimenti sull’andamento dei cantieri con la normativa Covid 19, ma chiediamo anche di accelerare con le progettazioni, visto che su questo si potrebbe andare avanti. Vorremmo anche fare il punto sul billancio».

AMBIENTE VENEZIA ATTACCA

C’è anche chi protesta duramente per questa prosecuzione dei lavori del Mose, come l’associazione Ambiente Venezia, che critica la scelta della commissaria Elisabetta Spitz e si preoccupa per la sicurezza dei dipendenti: «Non importa che i lavoratori siano a rischio in cantieri nei tunnel sotterranei in fondo alle bocche di porto, senza mascherine e dispositivi di protezione adeguati, senza neppure i lavandini nei bagni chimici per lavarsi le mani, costretti a lavorare in ambienti scarsamente a artificialmente aerati: tunnel candidati a diventare focolai di infezione sottomarini». Il basta alle opere «inutili e dannose», come è definito il Mose, passa anche per un parallelismo: «Quanti respiratori e letti di terapia intensiva venivano con i soldi di una paratoia ora sul fondo delle bocche di porto, incrostata di ruggine e peoci». Conclude Ambiente Venezia: «Basta con questo modello di sviluppo basato sui tagli al welfare, alla sanità, alla scuola e alla ricerca».

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.