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Mose, doppio test in simultanea

Fonte: Il Gazzettino del 27-05-2020

Per la prima volta saranno chiuse due bocche di porto simultaneamente. E per la prima volta il sistema di dighe mobili si troverà a fronteggiare un dislivello di marea reale: fino a mezzo metro, stando alle previsioni, tra mare e laguna. Sarà una prova importante per il Mose, quella in programma domenica prossima. Ben 37 le paratoie che, tra Malamocco e Chioggia, saranno alzate contemporaneamente per fermare una marea in crescita. Una mezza prova generale, in vista di quella molto attesa del 30 giugno, quando tutte e quattro le schiere del sistema saranno movimentate per separare la laguna dal mare: oltre a quelle di Malamocco e Chioggia, le due della bocca di porto del Lido, lato Treporti e San Nicolò. L’appuntamento di domenica 31 maggio è per le ore 13 quando inizieranno le operazioni di sollevamento, coordinate dalla control room di Chioggia in collegamento, grazie a un ponte radio, con quella di Malamocco. In programma due ore, poco più, di test. Per le 15.30, stando ai programmi, le 37 paratoie saranno tornate nei loro alloggiamenti. Per l’occasione, dopo tanti test in solitaria per gli ingegneri del Mose, complice anche l’emergenza coronavirus, la prova sarà seguita da un piccolo pubblico di addetti ai lavoro. Ci sarà il commissario straordinario, Elisabetta Spitz, per la prima volta a Venezia dopo il lockdown. Ci sarà l’amministratore straordinario del Cvn responsabile della parte tecnica, Francesco Ossola, già a Venezia da qualche tempo, oltre ovviamente al provveditore alle Opere pubbliche, Cinzia Zincone, con il suo staff. Facile immaginare che anche il sindaco Luigi Brugnaro, che dopo l’acqua alta del 12 novembre, aveva iniziato a presenziare ai test, voglia tornare ad esserci.

PROVE IN BIANCO

Intanto, in questi giorni, al lavoro alle due bocche di porto ci sono gli uomini del Cvn. Prove in bianco per testare la funzionalità di una macchina complessa. Presenti anche i militari del Settimo Reggimento Trasmissioni che, in virtù di un protocollo d’intesa tra commissario per il Mose e Ministero della Difesa, hanno messo a punto il ponte radio per collegare le bocche di porto. Una soluzione per velocizzare i tempi, visto che per completare i collegamenti da progetto, con la control room centrale dell’Arsenale, ci vorrà ancora parecchio tempo. A coordinare i lavori sul campo, come sempre, l’ingegner Davide Sernaglia, responsabile delle operazioni di sollevamento. Ieri era a Chioggia impegnato a provare i collegamenti audio e video con Malamocco, nonché a completare la formazione delle squadre. «Li sto mettendo alla prova, li ho lasciati a Malamocco, a risolvere i problemi, poi facciamo le verifiche – spiega -. Domenica saremo una quarantina: venti a Chioggia con me, altri venti a Malamocco. Il collegamento mi consentirà, da Chioggia, di intervenire anche sulle movimentazioni di Malamocco. E viceversa». E grazie alle telecamere, sul video wall, si potranno seguire tutte le movimentazioni.

TORNA LA CABINA

In vista della prova di domenica, venerdì torna a riunirsi anche la cabina di regia voluta dalla Prefettura. All’ordine del giorno, oltre ai prossimi due test di sollevamento, anche lo stallo in cui ancora si trova il protocollo fanghi/sedimenti. Uno strumento necessario per lo scavo dei canali portuali, ma anche per tanti lavori del sistema Mose. Il problema è sempre lo stesso. Dopo quattro anni di lavoro e la condivisione di un testo che sembrava definitivo, il Ministero dell’ambiente ha chiesto nuove garanzie. E l’annunciata firma interministeriale già annunciata non arriva. Un’altra ragione di stallo per tanti lavori, mentre sullo sfondo resta il problema del ritardo dei lavori e delle difficoltà di cassa del Cvn. La settimana scorsa il commissario Spitz, in un incontro sollecitato dalle imprese consorziate che avanzano pagamenti, aveva chiesto agli amministratori un cronoprogramma mensile, sulla base del quale si sarebbe impegnata a far arrivare i finanziamenti. Ebbene, quel cronoprogramma ora è pronto. E le consorziate lo hanno condiviso, come richiesto dal commissario, ma ponendo una serie di condizioni che vanno dai pagamenti regolari alle modalità di controllo dei loro progetti che attualmente rallentano i tempi. Un altro fronte aperto.

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