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Mose, i Cinque Stelle chiedono legalità «Un generale con i commissari»

Fonte: La Nuova Venezia del 24-04-2020

«Gli amministratori straordinari del Consorzio si sono dimostrati nei fatti una barriera impermeabile alle illegalità. E hanno contribuito in maniera determinante all’abbattimento dei costi del Mose. Per questo chiediamo la nomina a terzo commissario di un autorevole rappresentante delle forze dell’ordine». Nel groviglio di polemiche e mezze verità sulla vicenda Mose, ecco irrompere il Movimento Cinquestelle. Una nota firmata dalla senatrice venezia Orietta Vanin, dal candidato alla presidenza della Regione Enrico Cappelletti, dal presidente della commissione Attività produttive del Senato Gianni Girotto e da Michela Montevecch (commissione cultura), dalla consigliera comunale Elena La Rocca. La richiesta è di quelle destinate a sparigliare. Perché secondo i pentastellati, per portare a termine il Mose – entro il 31 dicembre del 2021 – e avviare le altre opere necessarie, come la difesa di piazza San Marco e le opere morfologiche in laguna, gli interventi di restauro all’Arsenale e del Piano Europa, è adesso necessaria una nuova governance. Che punti a realizzare gli interventi, ma anche a tutelare la legalità. Ecco allora la proposta di un alto ufficiale. Com’era stato all’inizio Luigi Magistro, indicato dall’Anac poi dimessosi. «Del resto tutti ricordano», scrive Vanin, « che a scoperchiare il malaffare e le tangenti del sistema Mose è stato il generale della Guardia di Finanza Nisi, che aveva arrestato anche un suo superiore. E venne immediatamente promosso e trasferito».Il gruppo di parlamentari ricorda anche la vicenda del progetto di restauro di piazza San Marco e della difesa della Basilica dalle acque alte. «Destano preoccupazione le notizie comparse in questi giorni sui media in merito ai costi per un nuovo progetto di sicurezza di P iazza San Marco, che vanno a sommarsi ai costi dei progetti degli anni Novanta rimasti in un cassetto», scrivono, «notizie che creano alarmismo su opere importanti, mai realizzate e necessarie. Dispiace veder comparire come consulente, continua la nota anche l’attuale commissaria Elisabetta Spitz nominata dal ministro De Micheli. I fatti della vicenda Mose sono ben noti ai cittadini di Venezia, come i danni provocati da quel sistema».

Per questo dunque i Cinquestelle preannunciano la convocazione di una audizione in commissione e interrogazioni parlamentari».Scontro che si fa anche politico. E si inserisce in un contesto di veleni che si sono riaccesi negli ultimi giorni. Attacchi frontali ai commissari del Consorzio, Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola. Prima sulle «consulenze», Poi sui «ritardi» di cui le vecchie imprese (Covela, che ha chiesto 197 milioni di danni) e adesso Fincosit e High Tide li ritengono responsabili. Attacchi dalla Rsu del Cvn e di Thetis. Attacchi anche dal provveditore alle Opere pubbliche, che accusa i commissari di aver ritardato l’opera. E ha proposto la modifica della Convenzione quadro del 1991 fra lo Stato e il Consorzio. Per togliere in anticipo la concessione al Cvn , e con essa i lavori estranei al Mose (Arsenale e laguna) e concedere una sorta di sanatoria alle grandi imprese per i debiti e i danni causati nel passato.I commissari non ci stanno. Il presidente della commissione Infrastrutture del Senato Mauro Coltorti è interventuo in difesa dei commissari, attaccando la sanatoria. Provevditore e commissario (Spitz) hanno replicato chiedendo le scuse. Ma la situazione non è risolta. «Noi siamo qui per concludere l’opera, ma anche per tutelare la legalità», dice Fiengo, «quando siamo arrivati abbiamo trovato un disastro». Centinaia di milioni i contenziosi per lavori malfatti. Decine di milioni le consulenze, adesso ridotte e finite nell’occhio del ciclone.Adesso la richiesta dei Cinquestelle: «Ci vogliono le forze dell’ordine».

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