Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Mose, i soldi per pagare ci sono. La commissaria rassicura le aziende

Fonte: Il Gazzettino del 04-03-2020

In mattinata l’incontro con i sindacati, a cui il commissario straordinario per il Mose, Elisabetta Spitz, ha assicurato che i soldi ci sono. Nel tardo pomeriggio l’incontro della stessa Spitz e del provveditore alle Opere pubbliche del Triveneto, Cinzia Zincone, con gli amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova, allargato anche al rappresentante delle imprese consorziate, che pure sarebbe andato bene. Lo stallo in cui è precipitato il Mose è risolto per sempre? Qualche sicurezza in più la si potrà avere oggi. Certo, resta un problema di governance del sistema, dove la conflittualità resta alta. Ma qualche punto fermo da cui ripartire ci sarebbe.

LE RASSICURAZIONI

Una giornata iniziata con la teleconferenza della Spitz con i sindacati, preoccupati per il destino dei 250 dipendenti di Cvn, Comar e Thetis, per cui i due amministratori di vecchia nomina Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola avevano chiesto di avviare la procedura per la cassa integrazione. In collegamento con il commissario, non solo le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil, ma anche i rappresentanti delle categorie coinvolte. A tutti Spitz ha assicurato che i soldi ci sono: il Provveditorato ha pagato tutte le fatture inviate in questi giorni, oltre a disporre delle anticipazioni di cassa per venire incontro alla crisi di liquidità del Cvn. «Pertanto, secondo quanto rilevato dal Commissario, d’intesa con il Provveditorato e il Mit, vi sono le condizioni per terminare l’opera con le necessarie risorse – scrivono, in un comunicato congiunto, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Ugo Agiollo, Paolo Bizzotto e Gerardo Colamarco – A questo punto Cgil, Cisl e Uil nell’esprimere soddisfazione per l’esito del confronto, hanno dato la disponibilità ad avviare in tempi brevi una discussione di merito sul futuro dei lavoratori e delle aziende Cvr, Thetis e Comar, a cominciare dal periodo necessario alla conclusione dei lavori».

IL DOPO CONSORZIO

É il tema del dopo Cvn, che Spitz dovrà gestire, con 250 posti di lavoro da ripensare. Un capitolo ancora tutto da scrivere. Intanto «in questo ambito riteniamo vengano meno le condizioni indicate per l’avvio della procedura di cassa integrazione» scrivono i segretari nel comunicato. Anche l’incontro con i sindacati chiesto per oggi da Fiengo e Ossola per la cassa integrazione non ci sarà. «A questo punto, per quel che ci riguarda, la situazione del Cvn è tranquilla – spiega Agiollo -. E si può arrivare alla fine dei lavori. Siamo pronti, invece, a un confronto nel merito sulla gestione successiva. Siamo d’accordo con il commissario di vederci tra un paio di settimane. Tutti i 250 lavoratori, tra Salvaguardia e gestione Mose, devono trovare una loro collocazione».

QUESTIONE DI SOLDI

Nel confronto con i sindacati non si sono fatte le cifre che dovrebbero consentire al Cvn di rimettersi in modo. Con spese fisse per 25 milioni l’anno, era rimasto con poco più di un milione in cassa. Ora i soldi che arriverebbero dal Provveditorato sarebbero qualche milione: 5 di fatture per le imprese, un paio di anticipazioni di cassa. Il Provveditorato in queste settimane ha sempre spiegato di essere stato generoso con il Cvn e di aver pagato senza ritardi. Il problema sta nel rallentamento dei lavori, con la conseguente riduzione dei trasferimenti al Cvn, che aveva risolto usando per le spese fisse i soldi per le imprese. Questione calda al centro anche dell’incontro del pomeriggio, a cui Spitz, non a caso, ha invitato il rappresentante delle consorziate che volevano bloccare i lavori. Alla fine, la minaccia sarebbe rientrata. Ieri per la cronaca, il nuovo test della schiera di San Nicolò è stato completato senza intoppi.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.