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Mose, il caso sicurezza sui cantieri in mare Zincone: «È opera pubblica, si va avanti»

Fonte: La Nuova Venezia del 27-03-2020

Il Mose è opera strategica, e i lavori vanno avanti. «Il nuovo allegato del ministero dello Sviluppo economico approvato dal governo lo esclude per ora dalle misure restrittive. Dunque andiamo avanti», ha detto ieri mattina il Provveditore Cinzia Zincone. Ore concitate, polemiche e malumori tra i lavoratori delle imprese. Che in qualche caso lavorano nei corridoi delle paratoie, sott’acqua. Certo non possono rispettare le distanze. In altri casi, come al Lido, non hanno nemmeno le dotazioni di sicurezza. Ma si va avanti.Ribadita dunque la linea già dettata dalla commissaria Elisabetta Spitz, che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera agli amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova. «Il Mose è opera strategica dello Stato, dunque i cantieri non si fermano», aveva scritto. Ma i commissari sono prudenti. «Il nuovo decreto prevede che ci sia l’autorizzazione del prefetto, non basta più il silenzio assenso», dicono. Tutto sospeso, dunque. Saltato il test previsto per i primi di marzo, adesso il prossimo del 31 e 1 a Chioggia potrebbe essere effettuato. 

La Capitaneria ha predisposto l’ordinanza per limitare la navigazione. Oltre al test ci sono i lavori per ultimare impianti e opere che proseguono, pur se a ritmo ridotto rispetto a due mesi fa. Lavorano la ditta belga ABB, che ha vinto la gara per la sistemazione degli impianti elettrici di sollevamento. Lavorano le imprese minori del Consorzio, Kostruttiva, Salmistrari, Renzo Rossi e le altre. Ma la preoccupazione è grande. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto controlli rigidi. Perché le condizioni di lavoro soprattutto nei corridoi sott’acqua non sono quelle ideali. Un sopralluogo dello Spisal nei giorni scorsi ha dato esito negativo, ma una relazione è stata inviata alle autorità sanitarie. I lavoratori chiedono anche la mensa e servizi igienici adeguati. «Le regole vanno rispettate, è la prima cosa che chiediamo per i nostri lavoratori», ribadisce Giovanni Salmistrari, titolare della ditta omonima di costruzioni e presidente dell’Ance (associazione costruttori edili) di Venezia. Oltre alle imprese che lavorano nei cantieri ci sono i circa 250 dipendenti del Consorzio Venezia Nuova e delle sue imprese, Comar e Thetis, la gran parte dei quali lavora in smart working da casa.Problemi di sicurezza e anche finanziari. Il mese scorso gli stipendi sono stati pagati in extremis, con il ritiro all’ultimo della procedura di Cassa Integrazione. Adesso i lavoratori hanno chiesto nuovamente certezze al provveditore e al commissario Spitz Intanto si va avanti. Il traguardo è rimasto lo stesso, il 31 dicembre 2021, con la conclusione degli impianti per il 30 giugno.

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