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Mose, imprese non pagate: 1.500 lavoratori a rischio

Fonte: Il Gazzettino del 29-04-2020

«Siamo punto e capo, dopo nemmeno due mesi! Il Consorzio Venezia Nuova non ha i soldi per pagarci e le nostre aziende, a questo punto, sono a rischio». Il presidente di Kostruttiva, Devis Rizzo, che rappresenta le piccole medie imprese del Cvn, le uniche rimaste, è sempre più preoccupato. L’altro giorno, su richiesta delle stesse consorziate, si è riunito il comitato consultivo del Consorzio per fare il punto sulla ripresa dei lavori. Dopo lo stop imposto dalle norme anti-Covid, infatti, che ha bloccato gran parte dei cantieri, quelli non strettamente legati al sollevamento delle barriere, ora si tratta di ripartire su tutti i fronti. E le consorziate volevano sapere dagli amministratori straordinari del Cvn, Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, quale era la situazione della cassa. Ebbene, soldi in cassa non ce ne sono. Non abbastanza per saldare i debiti delle consorziate, che hanno fatture scadute per 8 milioni, o per affidare loro nuovi lavori. «Abbiamo preso atto della situazione e ora formalizzeremo la nostra posizione – riferisce Rizzo – Ribadiremo che se non ci vengono garantiti i denari, in primo luogo, è a rischio la nostra continuità aziendale. E diamo lavoro a 1.500 persone! In secondo luogo, visto che siamo rimasti solo noi a portare avanti quest’opera, se moriamo noi si ferma l’attività. E l’opera non si finisce».

L’ATTO D’ACCUSA

Una situazione nota, che pare non trovare soluzione. L’intenzione degli amministratori è di informare direttamente il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli. L’ultimatum lanciato dalle imprese a inizio anno, evidentemente, non è bastata. Di fronte alla minaccia di bloccare i lavori, si erano mossi tutti – amministratori, Provveditorato, commissario straordinario – e a marzo le imprese avevano incassato un primo pagamento di 2 milioni e mezzo di vecchie fatture. Un segnale, ma che non ha avuto seguiti, mentre si sono rinfocolate le polemiche tra amministratori, provveditore e commissario. «Siamo stanchi – commenta Rizzo – Chi se ne frega delle loro polemiche. Io promuovo tutti: purché ci paghino. Invece la nostra impressione è che tutti non focalizzino il problema principale: i soldi. Che ci sono, sono stati stanziati, ma non arrivano mai. E la responsabilità ultima sta in capo alla politica. Possibili che ci siano oltre 400 milioni di soldi risparmiati per il Mose ancora bloccati a Roma! La ministra De Micheli si dia una mossa…». Rizzi ne ha per tutti. Per i consiglieri regionali del Pd che hanno chiesto l’audizione della commissaria Elisabetta Spitz, in programma domani. «Il Pd si preoccupa tanto della futura agenzia, perché intanto non fa sboccare i soldi dalla sua ministra? I 5 Stelle ora chiedono un generale come amministratore del Cvn, ma la priorità è un’altra. I sindacati si muovono per i dipendenti del Cvn, va bene, ma qui sono a rischio le piccole e medie imprese locali. Qui c’è un intero comparto veneziano e veneto in difficoltà e la politica non se ne preoccupa. Perché non chiedono anche a noi di essere auditi in Consiglio regionale?».

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