Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Mose, lo scontro su 800 milioni di lavori. Zincone attacca il Cvn: «Hanno fallito»

Fonte: Il Gazzettino del 14-04-2020

«La forma forse è stata un po’ dura. Ma il significato è chiaro: la stagione commissariale non ha funzionato, deve terminare. Di quello che ho scritto mi assumo ogni responsabilità». Cinzia Zincone non appare aggressiva, né formata al combattimento e alla polemica. Ma dalla sua penna, nelle ultime ore, sono partite due lettere di fuoco contro gli amministratori straordinari del Consorzio Venezia Nuova. I commissari nominati dall’Anac di Cantone all’indomani degli arresti per corruzione e tangenti dei vertici del Consorzio e del Magistrato alle Acque (oggi Provveditorato) nel 2014. Nella prima, accusa i commissari di «malafede» e di aver voluto «fuorviare» il ministero e la commissione che chiedeva conto delle loro consulenze. Nella seconda, propone di annullare la convenzione. Affidando i lavori al Provveditorato e cancellando i debiti e i contenziosi delle grandi imprese. Qualcuno plaude. Altri invitano a riflettere. Dato per scontato che il Consorzio finirà il 31 dicembre del 2021, quando i lavori del Mose saranno ultimati, mettono in guardia dal «ritorno» di un sistema che ha generato corruzione e pareva sconfitto.«Non sarà così, non è questo che vogliamo», precisa il provveditore, nominato dalla ministra pd qualche mese fa, dopo dodici anni passati a fare la vice di Piva, Cuccioletta, D’Alessio e Linetti. Nella proposta di rifare la convenzione c’è scritto che debiti e contenziosi per danni e manutenzione dovuta ai lavori fatti male saranno cancellati. Una sanatoria. O forse un colpo di spugna che prelude al ritorno delle grandi imprese cacciate dai commissari?«Quella stagione è finita», assicura Zincone, «non può tornare. Come il monopolio e i lavori affidati senza gare». 

Adesso ci sono 800 milioni di lavori da fare, per Mose e laguna. «Io ho intenzione di fare le gare per i prossimi lavori. Poi vincerà il migliore», ripete Zincone. Molti lavori sono già stati affidati un anno fa alle imprese minori del Consorzio dai commissari e dall’ex provveditore Linetti. Come gli interventi in laguna, il restauro dell’Arsenale, i progetti compensativi alle bocche del Piano Europa. Ma non sono mai partiti. Zincone dice che «probabilmente poi saranno queste stesse imprese a portarli avanti. Ma non hanno le capacità tecniche ed economico finanziarie per portare avanti il Consorzio». E l’unica strada per sciogliere il groviglio, insiste il Provveditore, è quella di modificare la convenzione quadro del 1991? Possibile?Il commissario Giuseppe Fiengo, che di mestiere fa l’Avvocato dello Stato, dice di no. Anche per il rischio di risarcimento danni. E ha inviato all’Anac e al prefetto di Roma un dossier per chiedere che fare. L’ultima modifica di quella convenzione, che vale come contratto fra lo Stato e il suo concessionario, risale al 2017. Allora furono l’Anac e il prefetto a dare il via libera.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.