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Mose, milioni per i collaudi La Uil annuncia un esposto

Fonte: La Nuova Venezia del 09-06-2020

I superpremi della salvaguardia sotto la lente della Procura. Un esposto sulle consulenze e gli arretrati per i collaudi del Mose è stato annunciato dal segretario della Uil Funzione pubblica Marino Zanetti. «L’ho detto pubblicamente all’ultima riunione con il Provveditore», conferma, «se l’amministrazione darà corso a quei pagamenti porto tutto al Procuratore e alla Corte dei Conti. E’ una decisione illegittima».La questione è quella dei compensi distribuiti negli ultimi anni a ingegneri e alti dirigenti dell’Ufficio veneziano della salvaguardia per i collaudi, consulenze, incarichi di “Rup” (Responsabile unico del procedimento). Milioni di euro distribuiti a pochi, che andavano ad aggiungersi allo stipendio, per certificare la bontà dei lavori fatti. 

Adesso in provveditorato è spuntata una lista di nomi e di cifre. Di dirigenti che devono percepire la «differenza» tra quanto avevano maturato e quanto gli è stato effettivamente corrisposto. Il caso più clamoroso è quello di Giampietro Mayerle, ingegnere del Lido per anni vicepresidente del Magistrato alle Acque accanto a Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva, poi coinvolti nello scandalo. Per la sua opera gli era stato attribuito un compenso di circa 4 milioni di euro, oltre allo stipendio. Tre milioni e 139 mila euro gli devono essere ancora pagati. Con lui anche altri nomi di spicco dell’ufficio veneziano delle Infrastrutture, come quello degli ingegneri Alfredo Caielli (521 mila euro, di cui 308 mila da ricevere), Alfredo Riondino (480 mila, di cui 311 a credito), Ivano Santin (425 mila, 288 mila da incassare), Giorgio Lillini (451 mila, 142 mila da avere), la stessa Provveditore attuale, Cinzia Zincone, e Francesco Sorrentino, che avanza 8 mila euro su 177 mila. Cifre importanti. Che adesso hanno sollevato l’ira dei sindacati. «Ci sentiamo un po’ presi in giro», dice Zanetti, «perché da qualche anno chiediamo che vengano distribuiti ai lavoratori del Provveditorato i 522 mila euro del premio previsto come incentivo per il personale. Ci dicono sempre di sì, ma non succede nulla. E i soldi sono nel cassetto». 

La Uil, continua il rappresentante, «è il primo sindacato qua dentro. Abbiamo chiesto trasparenza, di sapere quali siano i criteri per distribuire i premi. Ci risulta che un centralinista del secondo piano, quello dell’ufficio di presidenza, sia stato pagato molto di più di quello del primo piano. Perché?». Adesso la Uil ha deciso di andare all’attacco. «Se davvero hanno intenzione di pagare quasi sei milioni di euro per collaudi arretrati, dice, «io vado alla Procura della Repubblica».Costi del Mose anche quelli. In rapporto all’entità dell’opera: costo 5 miliardi 493 mia euro – venivano affidati gli incarichi di collaudo e di Rup. Cifre importanti, per certificare la bontà dei lavori fatti. Non sempre passati poi al vaglio del tempo. Come dimostrano le tante criticità ancora irrisolte del progetto Mose. Dovrebbe essere provato in tutte e tre le bocche di porto il 30 giugno. Ma molte cose sono ancora da sistemare. A cominciare dalla sostituzione di valvole e tubi danneggiati, dalla manutenzione e dalla corrosione di alcune parti delle cerniere. 

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