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Mose nella bufera. Zincone si difende «Il problema? I commissari»

Fonte: La Nuova Venezia del 25-04-2020

La tempesta del Mose non è passata. Quasi sei anni dopo lo scandalo, gli arresti per corruzione, le tangenti, la grande opera è di nuovo sotto riflettori. Le acque alte di novembre hanno fatto ripartire veleni e accuse reciproche tra provveditorato alle Opere pubbliche, commissari, imprese. Di chi la colpa se quella notte il Mose non era ancora pronto? Il provveditore Cinzia Zincone ha accusato gli amministratori straordinari Fiengo e Ossola di ritardi e inefficienze. Anche le imprese del vecchio Consorzio hanno sparato addosso ai commissari nominati dall’Anac nel 2014. Così come i sindacati e una parte del Pd veneziano. Che anche ieri ha attaccato la gestione commissariale denunciando l’«umiliazione subita dai lavoratori di Thetis e del Consorzio. Mentre i Cinquestelle chiedono «legalità» e la nomina di un terzo commissario, un alto ufficiale delle forze dell’ordine. 

Uno dei temi dello scontro riguarda la proposta di nuova convenzione tra Stato e Consorzio.Provveditore Zincone, davvero lo Stato vuole condonare i danni e i debiti delle imprese del Mose?«Ma non c’è nessun condono! Lo Stato rinuncia alle penali e alle riserve ma non agli eventuali risarcimenti che saranno stabiliti dalle cause».Ci vorranno molti anni«Sì, ma ci sono molti dubbi sul fatto che si riescano a recuperare quei soldi. Almeno così si va avanti».Dunque non è un favore fatto alle grandi imprese?«Questo è insensato e sbagliato. Solo così invece salviamo le piccole rimaste».Si bloccano gli altri lavori in laguna togliendoli alla concessione, visto che i progetti sono già stati affidati.«Ho scritto ai commissari che quei lavori devono andare avanti. Il mio predecessore Linetti aveva dato un impulso in questo senso. Ma non l’hanno fatto. Temo che non andremo avanti finché non si cambia qualcosa».Intende i commissari?«Dico soltanto che così è difficile. Abbiamo stabilito un cronoprogramma, dobbiamo cercare di andare veloci e di risparmiare».C’è polemica sulle consulenze dei commissari. Ma prima di loro erano molto più consistenti. Anche il provveditorato ha i suoi consulenti.«Sono pochissimi. Tecnici del nostro Comitato che a volte sono chiamati a darci qualche parere. Non abbiamo un organico sufficiente».

Sulle cerniere corrose del Mose ad esempio.«Solo per fatti specifici».C’è polemica anche sui progetti di piazza San Marco. Perché avete bloccato quello della Procuratoria per affidare una consulenza all’archistar Boeri?«Non capisco la polemica. La commissaria Spitz ha ritenuto di affidare un incarico per migliorare il progetto dal punto di vista architettonico. Abbiamo concluso il lavoro e il progetto va avanti».Si sono spesi soldi e perso tempo. Era una barriera provvisoria in vetro.«Io cerco di fare bene il mio lavoro».C’è anche il progetto per la difesa dell’intera piazza.«Mi sembra un buon progetto, è stato approvato, credo che si potrà andare avanti».Ce n’era un altro del 1997, a cui aveva partecipato anche la commissari Spitz. Ma è stato bocciato.«Era troppo impattante. Ma io non c’ero all’epoca».Finirà questa polemica con i commissari?«La convenzione dava loro una possibilità per uscire di scena. Non l’hanno accettata. Mi dispiace».Rispetterete i tempi per finire il 30 giugno?«Se fanno tutti ciò che abbiamo deciso credo di sì».

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