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Mose, ora la ruggine si mangia le paratoie Corrosione a Treporti

Fonte: La Nuova Venezia del 31-05-2020

Paratoie mangiate dalla ruggine. E la protezione antifouling non esiste più. Nuovo allarme per le strutture del Mose sott’acqua. Un’ispezione subacquea alla barriera di Treporti, qualche giorno fa, ha fatto emergere la nuova drammatica realtà. Macchie diffuse sulla superficie della paratoia sommersa. Non soltanto incrostazioni, ma la vernice che è saltata per via delle correnti e dell’immersione in acqua salata per molto tempo. Un problema non da poco. Che interessa a quanto pare l’intera barriera di Treporti, costruita dalla Mantovani, la prima a essere immersa e inaugurata nel 2013, prima dello scandalo tangenti. Mentre a Chioggia si inaugura una parte di Mose, nuove criticità importanti vengono alla luce nella barriera più importante, quella di Lido-Treporti. Una situazione in qualche modo prevista da tempo. Risale infatti all’ottobre del 2018 un rapporto inviato dal Consorzio dei commissari all’allora presidente del Provveditorato Roberto Linetti. 

Si ricordava l’urgenza della manutenzione, in particolare a Treporti. Questione per troppo tempo sottovalutata. Ma anche la necessità di sostituire il trattamento di protezione Boat e Jotun, risultato inadeguato, con quello più affidabile (e più costoso) denominato Signa PPFG. «Urgente anche», scrivevano i tecnici, «sostituire i sensori e gli strumenti, le alette danneggiate». Per controllare lo stato delle cerniere si era reso necessario anche pensare a una scatola esterna e impermeabile per accedere ai meccanismi interni sott’acqua, senza togliere le paratoie. Poco di tutto questo è stato fatto. La gara d’appalto da 18 milioni di euro per la manutenzione, bandita dai commissari del Consorzio nel 2019, è ancora ferma per ricorsi incrociati delle imprese escluse, Brodosplit e Fincantieri. La vincitrice Cimolai ancora non ha iniziato il lavoro. E i guai si accumulano. In quella che sembra la barriera più problematica. Problemi riscontrati e non ancora risolti ad alcune parti delle cerniere, attaccate dalla corrosione. Valvole che non funzionano, tutte da sostituire. Come alcuni strumenti che mostrano difficoltà di funzionamento, a differenza di quelli impiegati a Malamocco. E poi i tensionatori, anche questi da sistemare. Criticità tecniche dentro le gallerie e le paratoie. 

Che si sommano a quelle dei tubi e delle infiltrazioni d’acqua, delle muffe e delle vibrazioni riscontrate nelle prime prove a Malamocco e in parte sistemate. Sempre al Lido altre criticità irrisolte riguardano gli accumuli di sabbia e sedimenti negli alloggiamenti delle paratoie. Due di queste sono rimaste fuori del cassone per due anni, perché non rientrate dopo i test effettuati due anni fa. Crollata anche alla prima mareggiata la lunata appena collaudata. La diga foranea costata 40 milioni di euro che doveva proteggere il Mose proprio dai venti di scirocco e dalle onde. Insomma, problemi infiniti e non ancora risolti. Che peggiorano ogni giorno a fronte della mancanza di manutenzione. Mentre commissari e Provveditore litigano per chi debba pagare in questa fase di «avviamento», il crono-programma della manutenzione non viene rispettato. Secondo il progetto Mose ognuna delle 78 paratoie dovrebbe essere sollevata per la manutenzione ordinaria ogni cinque anni. Le 21 di Treporti, quelle delle foto con ministri e amministratori sorridenti nel 2013, sono sott’acqua ormai da sette anni. 

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