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«Mose pronto a fine 2021, i soldi ci sono». Ma non si sa ancora quanto costi la gestione

Fonte: La Nuova Venezia del 01-05-2020

I soldi ci sono, e il Mose sarà concluso il 31 dicembre 2021. Dal 1 luglio sarà pronto a essere azionato per l’emergenza. Ma non ci sa ancora quanto costerà la manutenzione, chi deciderà sul suo funzionamento, quando e con che finanziamenti si faranno gli interventi di mitigazione in laguna. Audizione con molti buchi neri, quella di ieri mattina in Consiglio regionale per la commissaria «sblocca cantieri» Elisabetta Spitz, chiamata a rispondere su molti temi ancora in sospeso. «Questa non è una commissione di inchiesta», ha esordito il presidente Francesco Calzavara, vogliamo capire quando il Mose sarà pronto, se funzionerà. Speriamo lei sia più fortunata dell’ex presidente Roberto Linetti. Che proprio qui aveva annunciato la conclusione dei lavori per il 30 settembre 2018». Date spostate più volte, se si pensa che la prima deadline era stata fissata nel 1995, poi nel 2012. Invece sono arrivate le inchieste, le tangenti, gli errori tecnici. «Il 30 giugno», ha esordito Spitz, «saranno concluse le opere necessarie a movimentare le quattro barriere insieme». Ma non sarà pronta la control room, né il corridoio con gli impianti elettrici di emergenza. 

I SOLDI

Il contratto a prezzo chiuso parla di 5493 milioni. A questi vanno aggiunti quelli per gli altri interventi. «Al momento abbiamo tutte le risorse». Perché allora ci sono problemi di pagamenti alle imprese? «Perché quelle risorse sono state utilizzate anche per il funzionamento del Consorzio. Con destinazioni non appropriate». Come ad esempio il pagamento degli stipendi dei dipendenti. 

I LAVORI

Spitz non accenna ai fatti precedenti al 2014. Parla di «indice di produttività abbassato. Il Consorzio non ha potuto rispettare i tempi».

IL PERSONALE

«Sono numeri importanti», continua la commissaria, «tra Consorzio, Comar e Thetis lavorano fra le 220 e le 280 persone. Si tratta di vedere se tutte bene impegnate o necessarie. Servirà una diversa allocazione delle risorse umane. 70-80 persone serviranno per la movimentazione delle paratoie».

CONSULENZE

La consigliera Bartelle ricorda che Piergiorgio Baita, ex presidente della Mantovani, parlava di «consulenze necessarie a garantirsi il consenso per l’approvazione dei progetti». «Non mi occupo di quella fase», risponde Spitz, «ma delle consulenze affidate dagli amministratori straordinari. Non esprimo giudizi se fossero necessarie oppure no, c’è una commissione di inchiesta della prefettura, dell’Anac e del ministro al lavoro su questo».

LA STRUTTURA COMMISARIALE

Piero Ruzzante (Gruppo Misto) chiede perché non ci sia trasparenza degli atti compiuti dalla struttura del commissario Sblocca Cantieri. «I miei collaboratori sono distaccati da altre amministrazioni pubbliche», dice, «i soldi (il decreto di nomina parla di un milione l’anno, ndr) non sono ancora sbloccati, dunque non abbiamo un sito Internet».

LA MANUTENZIONE

Evasiva la risposta sui costi di manutenzione del Mose. Previsti 20 milioni nel progetto originario, oggi saliti oltre i 100 milioni l’anno. «Non ho numeri attendibili. Il Piano di avviamento non è ancora approvato».

SAN MARCO

Spitz ribadisce che la sua nomina è finalizzata «unicamente a concludere il Mose ad avviarne la gestione, non ha nulla a che fare con la laguna». Ricorda che il progetto delle barriere in vetro davanti alla Basilica è stato ritenuto «non idoneo» e dunque ha deciso di affidarlo a uno studio di architettura di fama internazionale».

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