Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Mose, stop alla manutenzione e alle prove. Le aziende: «Non ci hanno mai pagato»

Fonte: La Nuova di Venezia del 20-02-2020

Si fermano i lavori per le prove del Mose e la sua manutenzione. Lo Stato non paga, e così le piccole imprese del Consorzio Venezia Nuova hanno annunciato il «fermo lavori e l’interruzione della gestione logistica manutentiva dei siti operativi alle bocche di porto». La lettera è arrivata ieri sul tavolo della commissaria Elisabetta Spitz e del provveditore alle Opere pubbliche Cinzia Zincone. Ma anche del sindaco Brugnaro e del prefetto. È firmata dai sei rappresentanti del Comitato consultivo Devis Rizzo, Massimo Paganelli, Renzo Rossi, Giovanni Salmistrai, Giacomo Calzolari, Luigi Chiappini. Ricorda l l’avviso già inviato un mese fa sui mancati pagamenti per lavori già fatti per milioni di euro. «Le nostre istanze sono rimaste irrisolte e prive di qualsivoglia riscontro», scrivono gli imprenditori, «perciò l’attività sarà sospesa». Non sono bastate alle aziende le rassicurazioni verbali. «I soldi li troveremo», aveva detto Zincone. La commissaria Spitz ha annunciato in serata che «il provvedimento che consente di attivare i fondi è stato firmato, abbiamo ottenuto precise rassicurazioni dal commissario Nunziata sull’impegno a destinare tali risorse alle imprese». Ma il blocco resta. Se ne parlerà anche al «Tavolo per il coordinamento della salvaguardia», convocato proprio ieri dal prefetto Zappalorto a Ca’ Corner per il 28 febbraio. Una prova di sollevamento costa circa 80 mila euro. Ma le imprese rivendicano anche il rispetto dei contratti già firmati. Lavori che riguardano la laguna, l’Arsenale, le opere complementari del Mose. «E soprattutto», dice Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva, «garanzie per il prossimo futuro. Noi il 10 del mese dobbiamo pagare gli operai, Non possiamo basarci sulle promesse». 

Il Mose si ferma, dunque. Mentre i progetti per mettere all’asciutto piazza San Marco vanno avanti. A palazzo Dieci Savi, sede del provveditorato alle Opere pubbliche, è stato presentato il progetto per la messa in sicurezza dell’area marciana. Elaborato da Kostruttiva e Thetis, prevede di isolare la Piazza con quatto grandi valvole per impedire la risalita dell’acqua dalla laguna e pompe per eliminare le acque piovane. Previsto anche il restauro e la catalogazione dei 100 mila masegni della pavimentazione, in gtan parte risalenti al Settecento.«È un bel progetto, lo porteremo al più presto all’esame del Comitato tecnico», dice Zincone, «per realizzarlo ci vorranno tre anni. Dovremo anche pensare a soluzioni più rapide per proteggere la Basilica». Sul tavolo c’è anche il progetto di difesa di San Marco elaborato dalla Procuratoria con una lastra di vetro. Idea non ancora approvata dalla Soprintendenza e contestata dagli ambientalisti. Per mettere all’asciutto l’intera piazza fino a quota 110 centimetri saranno necessari 30 milioni di euro, solo in parte disponibili. Nulla in confronto ai 6 miliardi del Mose. 

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.