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Mose, proseguono i test ma le imprese minacciano lo stop: “nessuno ci paga”

 

Fonte: Il Gazzettino de 18-02-2020

Nuovo test di sollevamento per la barriera di Malamocco, alzata nella notte, ma con la spada di Damocle delle imprese che minacciano di bloccare le prossime prove se non saranno pagate entro fine mese. «Siamo sempre più preoccupati» avverte Devis Rizzo, il presidente di Kostruttiva, tra i firmatari della lettera-ultimatum che il Comitato consultivo delle imprese del Consorzio Venezia Nuova aveva spedito il 28 gennaio scorso agli amministratori straordinari, al Provveditorato alle Opere pubbliche, al Governo, a prefetti e sindaci. «In queste due settimane non ci sono state novità – incalza Rizzo – e la nostra preoccupazione è ancora più alta. Solo la mia azienda avanza due milioni e mezzo». Tra una dozzina di giorni scadrà l’ultimatum, mentre il Cvn è ancora in crisi di liquidità.

IL NUOVO TEST – In questo scenario, ieri sera, sono iniziate le operazioni di sollevamento della schiera più grande di tutto il sistema Mose. 19 paratoie da alzare e abbassare nella notte, per non intralciare troppo le attività del Porto, come era già successo a dicembre. In quell’occasione era stata la prima volta che questa schiera veniva alzata contemporaneamente. E altissima era stata l’attenzione per il test, con tanto di barca organizzata dall’associazione Rete Wigwam per assistere alla prova. Mentre il sindaco Luigi Brugnaro aveva applaudito al buon esito della prova dalla control room alla bocca di porto. Ieri il test si è svolto senza tanti riflettori, in un clima più da addetti ai lavori. É stata un’altra prova in condizioni meteo non avverse, quelle il cui il Mose non entrerà in funzione, ma indispensabile per settare una macchina tanto complessa, in attesa delle prove vere, quelle sotto stress, non ancor iniziate.É stata soprattutto l’occasione per formare nuovi tecnici per le squadre di sollevamento che alla fine dovranno essere quattro. Uno degli ostacoli alla possibilità di utilizzare il Mose da subito, in casi di emergenza, questa mancanza di personale addestrato, che a questo punto dovrebbe essere superata per fine maggio, come ha ribadito la settimana scorsa anche il commissario Elisabetta Spitz, in audizione alla Camera.Come a dicembre, il sollevamento della barriera è iniziato attorno alle 20.30 ed era in corso al momento in cui il giornale è andato in stampa.

L’INCOGNITA PAGAMENTI – Test costosi, in particolare quello della barriera di Malamocco, che si aggira sui 70mila euro. Ed ecco che era emerso anche il problema del pagamento di queste prove. Provveditorato e commissario hanno ribadito, anche in queste settimane, che i soldi ci sono. C’è, però, un problema di regole della contabilità dello Stato, con la conseguenza che il Cvn continua a non avere liquidità. E con un milione circa di euro in cassa, non è in grado di pagare le imprese. «Non posso parlare per gli altri, ma Kostruttiva ha due milioni e mezzo di fatture scadute per lavori e progetti già fatti di vario tipo» spiega Rizzo. Tra questi, anche il primo canone di quell’affidamento per le imprese di bocca che Kostruttiva ha ricevuto per la bocca di porto del Lido. Attività di guardiania, sicurezza, assistenza ai cantieri, indispensabili, in questa fase, per eseguire i sollevamenti. Kostruttiva dovrebbe ricevere 150mila euro al mese. La prima fattura, quella di ottobre, è scaduta, ma i soldi non sono arrivati.

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