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Musei Civici in utile per oltre 2 milioni ma ora c’è il rischio di andare a meno 5

Fonte: La Nuova Venezia del 07-07-2020

Un bilancio 2019 che chiude ancora in utile per oltre 2 milioni e 200 mila euro, migliorando, nonostante gli ultimi mesi segnati dall’emergenza acqua alta, con un risultato addirittura migliore di quello del 2018, quando l’utile aveva sfiorato il milione e mezzo di euro. Ma anche un 2020 che, a causa della nuova emergenza coronavirus e della “fuga” dei turisti da Venezia, destinata a protrarsi in buona parte per tutto l’anno, potrebbe chiudersi con un passivo tendenziale (per la prima volta dopo parecchi anni) di almeno 5 milioni di euro. Da coprire, per chiudere comunque in pareggio, “mangiandosi” il patrimonio netto utilizzabile accumulato negli anni. È la fotografia in chiaroscuro, più scuro che chiaro per la verità, del bilancio consuntivo 2019 della Fondazione Musei Civici approvato pochi giorni fa dal Consiglio di amministrazione presieduto da Maria Cristina Gribaudi e dove siede anche il sindaco Luigi Brugnaro nella sua veste di vicepresidente di diritto dell’istituzione controllata dal Comune di Venezia. Pochi giorni fa in Commissione consiliare dedicata proprio alla situazione dei musei civici, è emerso che la previsione è di minori incassi di bigliettazione compresi tra i 7 e gli 8 milioni di euro su base annua, anche se il Ministero dei Beni culturali potrebbe correre in soccorso, grazie al fondo di 50 milioni di euro stanziato per i musei non statali colpiti dall’emorragia di presenze e alle chiusure forzate imposte dal coronavirus, che potrebbe far affluire in laguna circa 3 milioni di euro a parziale ristoro dei mancati incassi.

Sta di fatto che per ora, nonostante le ripetute richieste anche da parte sindacale, con i lavoratori ancora in buona parte in cassa integrazione, la fondazione musei non ha intenzione di riaprire regolarmente le sue collezioni, accontentandosi dei tre giorni settimanali di palazzo ducale e delle aperture di fine settimana gratuite dei musei di Murano e Burano. Se ne riparlerà a fine luglio in attesa del ritorno dei turisti, se ci sarà. Gli scenari illustrati in bilancio dalla Fondazione parlano appunto per il 2020 di una perdita «che dovrebbe, sulla base delle previsioni effettuate, essere coperta dal patrimonio netto di Fondazione». Quello distribuibile, perché circa 7,5 milioni sono vincolati perché legati a proprietà immobiliare, ammonta appunto a circa 5,5 milioni di euro attualmente e dovrebbe appunto servire a colmare il “buco” prodotto dall’emergenza coronavirus. Tra l’altro nel fondo di dotazione c’è , da cinque anni, il Palazzetto delle pescherie di Rialto, ceduto dal Comune ma che resta ancora totalmente inutilizzato, senza nessun progetto certo di riutilizzo allo stato attuale. Lo scorso anno i ricavi dalle vendite di biglietti hanno sfiorato i 31 milioni e mezzo di euro, contro i 30 milioni di euro scarsi dell’anno precedente, ma quest’anno appunto andrà in modo molto diverso. Per quanto riguarda le sponsorizzazioni ricevute nel 2019 e nell’anno precedente – dalla Fondazione Al Thani, da Chanel, Generali e Bmw Italia. Esse ammontano complessivamente a circa 1,4 milioni di euro.Per fare fronte alla difficile situazione economica che si prospetta per l’anno in corso, La Fondazione Musei Civici, oltre a mettere in cassa integrazione il suo personale, conservatori museali compresi, ha rivisto i contratti di servizi museali per riparametrare i costi alle effettive aperture delle raccolte, attualmente quasi tutte chiuse. 

Si pensa anche di rimodulare il programma delle manutenzioni ordinarie delle sedi museali, che sono a carico dell’istituzione, risparmiando qualcosa anche sotto questa voce. Si parla anche di «valutare la necessitò di ottenimento di nuova liquidità».Si cercano quindi anche finanziatori, che non siano però solo sponsor per le mostre. In particolare per la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro e per il rivisitato Palazzo Fortuny, secondo il progetto predisposto dallo scenografi e regista Pier Luigi Pizzi, con la direttrice della fondazione museale Gabriella Belli, due sponsor sono annunciati in arrivo, anche se non sono stati ancora resi noti i loro nomi. Il Consiglio di amministrazione ha dato comunque mandato agli uffici di monitorare costantemente l’andamento economico della Fondazione e per tutto il 2020 o le aperture e le chiusure dei musei resteranno flessibili in base al numero dei visitatori. Se insomma i turisti non torneranno in massa, molte raccolte resteranno chiuse o aperte a singhiozzo, con ingressi su prenotazione per i gruppi.

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