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Negozi, rilancio in stile-Amazon

Fonte: Il Gazzettino del 29-02-2020

MESTRE 

Nei negozi e nei ristoranti di Mestre non si batte scontrino e nel frattempo Amazon e altri portali di e-commerce fanno faville. Confesercenti prova quindi a capovolgere la situazione e ad approfittare della psicosi da coronavirus per spingere i commercianti veneziani a puntare sull’innovazione. Per tutta la settimana le entrate sono state ai minimi termini. In un noto store di abbigliamento del centro, solo per citare un esempio, una giornata si è chiusa con vendite per un totale di 90 euro. Un record negativo che non permette di pagare le spese dell’attività e tanto meno quelle del personale. Se ne deduce che mestrini e veneziani, molti dei quali si sono messi in auto-quarantena (salvo svaligiare le corsia dei supermercati e le farmacie), stanno probabilmente comprando online.

 

CONTROFFENSIVA

Ne sono convinti alla Confesercenti metropolitana che di fronte alla notizia del picco di richieste di consegna tramite Prime Now in molte città italiane, aumentate di oltre il 50% questa settimana, deduce che anche nel veneziano si stia facendo shopping e la spesa tramite sistemi di e-commerce. Quindi l’idea di adeguarsi e tentare di ricavare qualcosa di positivo da questo virus e il panico che ha generato, prima che sia troppo tardi per molti negozi e per i posti di lavoro del commercio. «A Venezia, pur non essendo zona rossa, il calo si fa sentire ancora di più proprio perché qui si vive di turismo, che è calato in questi giorni di oltre il 70% – commenta Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti metropolitana – Ma se per l’economia turistica, che dipende tanto dall’estero, è richiesto un intervento della Regione e del governo, il commercio può trovare altre vie d’uscita. C’è una fetta importante che dipende dalla domanda interna, dai consumi locali. E se tutti cambiassimo i nostri comportamenti, aiutandoci, le imprese potrebbe uscire subito dalle difficoltà senza troppe ripercussioni».

 

NUOVA STRATEGIA

Ma come convincere i veneziani a uscire di casa e ricominciare a condurre una vita normale? Forse bisogna cambiare strategia. «Cogliamo l’occasione del coronavirus per lanciare l’iniziativa I commercianti non hanno paura. Chiederemo ai nostri iscritti di costruire una rete nella quale promuoveremo le nostre attività e chiederemo alla gente di acquistare nei negozi della città. Inoltre, se questa esperienza ci insegna che il servizio è l’elemento che può fare la differenza, tramite questa rete ci organizzeremo per fare consegne a domicilio». La locandina parla chiaro: serve un libro, un po’ di frutta? Ci conoscete già, siamo affidabili. Ci organizzeremo per vendite e consegne, con un raggio d’azione determinato dal buon senso, dalla disponibilità e dalle nostre possibilità umane. Per aderire all’iniziativa, che inizialmente prenderà vita tramite il portale di Confesercenti, basta inviare un video di presentazione del negozio e dei prodotti e le modalità di consegna o vendita con importi minimi, fasce orarie e sistemi di pagamento (chi vuole può fare altre proposte). «Vogliamo fare la consegna in pausa pranzo, inizialmente solo con un paio di fattorini? L’importante è partire. Se riusciamo ad aggregarci, mettendo insieme una cinquantina di persone, si potrà dare il via a un processo che da tempo era necessario. Questa – conclude Franceschi – è l’occasione per vincere sull’innovazione».

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