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“Nessuno prende più il taxi, ridurremo il servizio”

Fonte: Il Gazzettino del 06-03-2020

C’è il coronavirus, nessuno vuole più muoversi in taxi. «Negli ultimi 15 giorni l’attività lavorativa è crollata dell’80 per cento», fanno sapere da Cgia e Cna. Tanto che la categoria ha deciso di chiedere al Comune di ridurre, in via provvisoria e sperimentale, le presenze minime delle auto in servizio nei posteggi di posizionamento a Mestre, a piazzale Roma e al Marco Polo. A sentire gli operatori la situazione è da lacrime e sangue. «Una cosa così non l’ho mai vista in tanti anni di servizio racconta Mirco Osto che con Massimo Furlan è presidente del Comitato Unitario Taxi In questo periodo è già tanto se riusciamo a fare due o tre corse al giorno, prestazioni che non consentono neppure di coprire i costi. Siccome questa situazione rischia di durare qualche mese, abbiamo chiesto di ridurre a rotazione il numero dei taxi presenti in città, per permettere a chi si trova in turno di poter beneficiare di qualche nolo in più. È una forma di autoregolamentazione che, in ogni caso, non interesserà il servizio offerto agli utenti nei punti sensibili della città, come l’ospedale dell’Angelo e il centro di Mestre».
A determinare il crollo della domanda è il blocco dell’economia. La categoria si trova a fare i conti con la riduzione drastica dei turisti, che si tengono ben lontani dalla città, ma si sono fermati anche i clienti commerciali, quelli che girano tutti i giorni per affari e preferiscono i taxi ai mezzi pubblici. D’altronde il meccanismo è a cascata: non si muovono più i dirigenti e i tecnici delle aziende perché il business si è fermato e si sono notevolmente ridotti gli incontri con la clientela estera, facendo crollare i transfert da e per gli aeroporti e la stazione e la frequentazione di hotel e ristoranti. Crollano le corse e dunque gli introiti. «Non vediamo vie d’uscite riprende Osto Ci auguriamo un cambiamento, ma ad essere realisti temiamo che si andrà avanti così fino all’estate, compromettendo la stagione. Le stesse notizie che arrivano, come il rinvio della Biennale, non sono certo confortanti». Cgia e Cna fanno sapere che nei prossimi giorni chiederanno al governo di dichiarare lo stato di crisi nazionale del settore e valutare la possibilità di sospendere alcuni versamenti tributari, oppure di prevedere delle misure a sostegno del reddito. Peraltro, soffrono i tassisti, ma non va meglio neppure sul fronte più generale della mobilità, essendo bloccato tutto: viaggi di lavoro, gite scolastiche, trasferte turistiche. Fermo anche il servizio di noleggio col conducente.

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