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Nove azioni per M9. Governance ridotta e nuova identità per il museo del ‘900

Fonte: Il Gazzettino del 14-04-2020

Ridurre di oltre metà, dagli attuali 6,9 milioni a 2,9 milioni, il disavanzo del Museo M9. E aggiungere funzioni, che potrebbero, se ben orchestrate, arrivare a produrre utili. Il piano degli advisor incaricati dalla Fondazione di Venezia di portare idee concrete per far marciare il progetto del Museo del Novecento verso la sostenibilità è denso di valutazioni, conti, previsioni. Frutto di una indagine che ha visto interviste sia alla governance della Fondazione di Venezia, sia allo staff con incarichi nel progetto. Un piano in nove punti, molto operativo, quello realizzato da Dgm Consulting di Milano. TRE filoni di azionePer la ottimizzazione della struttura organizzativo-societaria occorre attuare un ridisegno della governance del Polo M9 con una centralizzazione della funzione Amministrazione e Controllo e della organizzazione; occorre procedere poi al riassetto organizzativo e del Perimetro di attività del Polo M9 e serve una contabilità che renda più evidenti costi e ricavi. Ancora: si aggiungono tre azioni di efficientamento dei processi operativi, allineando come strategica la sezione degli eventi e rendendo efficienti la gestione immobiliare e quella museale. 

Serve valorizzare il patrimonio immobiliare e creare una nuova identità di riferimento del Museo complementare alla sua offerta attuale.Gli impatti dei primi 8 progetti produrrebbero, dicono i consulenti, un calo significativo del disavanzo, scendendo a 2,9 milioni. Ma una migliore gestione dello spazio immobiliare, con l’aumento degli affitti e nuovi ingressi, potrebbe avvicinare la perdita complessiva a valori di sostenibilità. Essenziali anche aumentare i volumi di attività e la offerta museale, snellendo tempi di scelta e costi. Ed è necessario investire soldi: tra mezzo milione e un milione l’anno, per re innovare la offerta museale, per aggiornamento gli allestimenti, per la innovazione dei contenuti offerti. E qui entra in campo il ruolo del Museo, con una nuova identità da affiancare al museo, che va mantenuto.Nuova identitàTre i possibili scenari di potenziamento, che possono anche intersecarsi tra loro.  Si può fare di M9 il luogo di apprendimento e della formazione didattica per le scuole Superiori con uno spazio di didattica innovativa e partecipativa in cui svolgere intere unità didattiche (non solo di storia, ma anche di geografia, lingua italiana, scienze) per tutta la durata dell’anno scolastico, con una formazione, gratuita, in presenza e distanza degli insegnanti e con la collaborazione del Miur. Si può creare in via Poerio un centro di sperimentazione tecnologica , dove testare e studiare nuove soluzioni tecnologiche/ multimediali, così come una vetrina quotidiana di demo delle più recenti innovazioni tecnologiche ad opera dei partner. Fondamentale in questo caso trovare partner tecnologici di rilievo e il pensiero va a colossi come Huawei o Lenovo, o istitutiuniversitari/ diricerca, sia pubblici che privati. Si può creare in M9 un grande showroom di attività, startup, imprese, produzioni di contenuti multimediali. Che possono diventare una esposizione ma anche aprirsi ad una rete di enti interessati a promuovere prodotti al grande pubblico con collaborazioni nazionali e internazionali. Struttura e governanceLa cura proposta dai consulenti milanesi parte, però, dalla governance del progetto: propongono di ridurre e snellire la cabina di comando. 

Oggi nel Cda di M9 district ci sono sette membri e altri tre sono nel Cda della Fondazione M9. L’azione suggerita è quella di avere un Cda di M9d ridotto a tre membri con il presidente della Fondazione di Venezia e due consiglieri, scelti per competenza: un esperto di gestione immobiliare ed un esperto di gestione artistico-museali. E di organizzare meglio il lavoro dei dipendenti. Quasi un milione di euro si risparmia con una azione di efficientamento dei costi. Rivedendo i contratti di appalto per la biglietteria, oggi affidata ad una cooperativa esterna, si risparmia molto. Idea già venuta al presidente Brunello. Da riorganizzare è il lavoro del personale, della sezione eventi, la gestione degli affitti commerciali, tenuti bassi senza fermare l’emorragia di locazioni (vedi vicenda ristorante) e ampliando quelli direzionali. Si attende da mesi l’arrivo del coworking Copernico.

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