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Numero chiuso e finestre aperte così S. Marco tornerà visitabile

Fonte: Il Gazzettino del 14-05-2020

Studi accurati sui ricambi d’aria all’interno della Basilica di San Marco per capire quante porte e finestre dovranno essere spalancate per garantirne una riapertura in piena sicurezza, ma anche prove di nuove tecnologie da utilizzare per monitorare il reale distanziamento tra i futuri visitatori. «Stiamo approfondendo questi aspetti per avere la certezza che visitare la Basilica non aumenti il rischio di contagio: per i turisti, ma anche per chi la frequenta per ragioni di culto o per chi ci lavora ogni giorno, come i nostri dipendenti. Vogliamo dormire sonni tranquilli», spiega l’ingegnere Pierpaolo Campostrini, procuratore di San Marco con delega alle questioni tecniche.

IL RISCHIO INDOOR

Per gli studi sui ricambi d’aria e il cosiddetto rischio indoor la Procuratoria si sta affidando a esperti in materia di livello nazionale. Ci sono calcoli complessi da fare per capire il numero di persone che potranno restare contemporaneamente all’interno della chiesa in sicurezza. Il tema, in verità, è centrale per tutti gli spazi chiusi che si preparano a riaprire dalla prossima settimana. Se infatti per il Covid 19 mascherina e distanziamento funzionano bene all’aperto, dove il rischio è rappresentato dalle goccioline più pesanti, quelle che potenzialmente possono contenere una carica virale più concentrata e quindi pericolosa, negli spazi chiusi le cose si complicano, perché c’è da tenere sotto controllo anche le micro goccie che stazionando possono diventare anch’esse un rischio. Un rischio che ovviamente aumenta in rapporto al tempo in cui si resta in un certo ambiente e alla sua areazione. Ed ecco l’importanza di studiare i ricambi d’aria. 

LE VALUTAZIONI APERTE

«Le prime valutazioni su San Marco sono positive anticipa Campostrini Stiamo facendo conti molto sofisticati. Abbiamo i mezzi per farlo, ovvero tutti i rilievi delle geometrie complesse della Basilica. Le aperture per garantire dei flussi d’aria ci sono: porte che normalmente restano chiuse potranno essere aperte, così le finestre che ci sono e anche le aperture delle cupole che possono essere azionate con mezzi meccanizzati». Il numero di persone che sarà ammesso in Basilica sarà così in linea non solo con le indicazioni nazionali, ma soprattutto con questi studi sui ricambi d’aria. Campostrini non anticipa quale potrebbe essere il tetto massimo di visitatori. La decisione dovrà essere presa dal prossimo Consiglio della Procuratoria in programma per la fine della settimana.

TECNOLOGIE PER LA DISTANZA

Nel frattempo saranno testate anche nuove tecnologie per aiutare i custodi a monitorare il distanziamento tra i visitatori. «Abbiamo la fibra che ci consente di affidarci anche a questi mezzi tecnologici – sottolinea Campostrini In prospettiva, più che al silenzio, i custodi dovranno invitare alla distanza». Prima dell’emergenza coronavirus, con i suoi 2000 metri quadri di superficie, la Basilica di San Marco arrivava ad ospitare fino a 500 visitatori contemporaneamente, mentre per messe e concerti i partecipanti arrivavano al migliaio. Ora i picchi da 12.000, 15.000 visitatori al giorno non si vedranno tanto presto, ma la Procuratoria vuole fissare regole chiare da subito. E cerca i mezzi per farle rispettare. «Vogliamo che entrare in Basilica sia un’esperienza sicura per tutti. E ci stiamo attrezzando per questo», conclude Campostrini.

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