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Nuove prove del Mose

Fonte: Il Gazzettino del 06-05-2020

Nuova sessione di prove per le paratoie del Mose alla bocca di porto di Chioggia. Nella giornata di oggi, dalle 11 alle 22, si svolgono le prove di sollevamento delle prime quattro paratoie poste sul lato sud della bocca di porto e, pertanto, rientrano in vigore tutte le limitazioni già stabilite, con specifica ordinanza del dicembre 2019, in occasione delle precedenti analoghe operazioni. La navigazione sarà consentita solo nel canale appositamente individuato, a velocità limitata e sotto la sorveglianza della Capitaneria e dei mezzi incaricati. Tutte le prove effettuate, in questi mesi, al Mose, hanno dato esito positivo e non si sono mai verificati incidenti, per cui il ruolino di marcia verso la piena funzionalità del sistema di protezione dalle acque alte eccezionali, sembra essere rispettato.

Lo ha ribadito anche il commissario straordinario del Mose, Elisabetta Spitz, in audizione al Consiglio regionale, pochi giorni fa, suscitando, però, per altri aspetti, qualche perplessità della consigliera Cinquestelle chioggiotta Erika Baldin. «Abbiamo avuto commenta, infatti, quest’ultima l’assicurazione che il Mose, nel prossimo autunno, sarà operativo, seppur in modalità di emergenza, dai 120 cm di marea. Le buone notizie per Chioggia si fermano qui, visto che la comunicata mancanza dei fondi necessari per completare le opere di mitigazione ambientale e il Piano Europa (che protegge habitat e specie animali nei siti Sic e nelle aree Zps) è uno smacco per il nostro territorio. Gli interventi previsti a protezione dell’ambiente nel litorale di Chioggia e nella zona circostante sono numerosi: vederli al palo lascia basiti. Sono messi in secondo piano da una gestione finanziaria che, dallo scandaloso degli anni scorsi, è passata al tormentato di oggi. Che il commissario si occupi delle lastre di vetro per la basilica di San Marco, affidando la progettazione a uno studio di primaria rilevanza internazionale, ma liquidi con un no money, no party la salvaguardia del nostro ambiente, è gravissimo e sconfortante».

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