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Nuovi raid all’ex Umberto I, Comune sotto accusa

Fonte: Il Gazzettino del 12-04-2020

Nessuna quarantena nel buco nero dell’ex ospedale Umberto I di Mestre. Sono infatti già diversi giorni che i residenti della zona denunciano la presenza, soprattutto notturna, di vandali, spacciatori e tossicodipendenti che starebbero approfittando della situazione di coprifuoco per organizzare incursioni e razzie all’interno dell’area recintata dell’ex nosocomio mestrino e in particolare dei padiglioni ospedalieri storici che in questi giorni sarebbero stati depredati di ogni tipo di metallo e di materiale che abbia ancora un valore monetizzabile.

Una situazione di degrado e di illegalità che è stata denunciata anche dal Comitato ex Umberto I bene comune, che chiede all’amministrazione comunale di farsi carico della custodia dell’intera area o almeno della parte che include i padiglioni storici che versano in uno stato di completo abbandono e di degrado. «Chi altro dovrebbe pensare al degrado di quei padiglioni e dell’area prospicente se non il sindaco? è il commento che arriva dal comitato Insieme al collettivo Loco, alle associazioni e ai Quartieri in Movimento avevamo chiesto che il Comune di Venezia acquistasse tutta l’area di quattro ettari per riqualificare la zona e riportare alla cittadinanza il pregio ambientale di un perimetro che avrebbe potuto arricchire di bellezza, socialità, rivitalizzazione economica, storia e aree verdi il centro storico di Mestre. Sarebbe stata un’occasione d’oro e questo non è avvenuto pur avendo il Comune una provvista economica apposita e sufficiente per farlo. Al contrario l’amministrazione si è data come unico scopo quello di facilitare i privati e l’area è stata venduta al patron del supermercato Alì, ma i padiglioni storici sono ancora di pertinenza pubblica e in questi anni la Giunta Brugnaro non ha fatto nulla per tutelare i suoi edifici pubblici dalla rovina e da possibili crolli, cosa che configura anche un danno erariale».

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