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Nuovo quartiere in via del Tinto

Fonte: Il Gazzettino del 10-03-2020

«Il residence Bosco di Mestre porterà un nuovo bosco con oltre 5 mila piante per la città e con villette di prestigio all’insegna della sostenibilità e dell’esclusività». Sulla lottizzazione di via del Tinto esce allo scoperto la Dream House, l’azienda veneta del gruppo Suninvest che cambierà il volto a quello che fino a oggi è campagna tra Carpenedo e il Villaggio Sartori: qui è prevista la costruzione di ben 29 villette singole e di tre condomini da cinque appartamenti ciascuno, in pratica un nuovo quartiere.

LA PROTESTA

Il taglio degli alberi lungo la strada, iniziato un paio di mesi fa e ben visibile in questi giorni, ha provocato la protesta del parroco emerito di San Pietro Orseolo don Rinaldo Gusso che ha pubblicato un post molto duro sulla sua pagina Facebook. Adesso arriva la mobilitazione anche degli ambientalisti: «Potranno anche ripiantare nuovi alberi, ma intanto hanno fatto piazza pulita di quelli, rigogliosi e sanissimi, che già c’erano. E non importa che fossero solo pioppi. Erano un polmone che di fatto allargava il verde del Bosco di Carpenedo verso il Terraglio», ribatte Michele Boato, a nome di Amico Albero. La Dream House, che ha ottenuto il permesso di costruire ancora un anno fa dopo aver vinto la battaglia legale al Consiglio di Stato, tira dritto. «Precisiamo afferma Flavio Campagnaro, uno dei soci che le attività svolte finora sono legate al taglio dei ceppi dei pioppi utilizzati come legna da ardere. Il filare verrà mantenuto e oltre a questo piantumeremo 48mila metri quadrati di bosco secolare con le essenze autoctone che lo caratterizzano, che in 10 anni raggiungeranno i 6 metri d’altezza. L’ecosistema forestale progettato è funzionale all’adiacente bosco di Carpenedo e presenta caratteristiche floristiche, vegetazionali e strutturali del tutto simili ad esso. Dove un tempo c’era un campo abbandonato creeremo un parco strutturato con un percorso naturalistico pedonale».

L’EX ASSESSORE

Sulla portata di quello che sarà un nuovo quartiere interviene l’ex assessore all’Urbanistica Gianfranco Vecchiato: «Questo intervento comporterà lo stravolgimento di un contesto ambientale molto pregiato. Sarebbe interessante che la proprietà illustrasse pubblicamente alla cittadinanza il progetto visto che è stato ampiamente modificato rispetto a quello originario, che era molto più contenuto a settemila metri quadrati di superficie. Ci spieghino l’iter che è stato seguito. E il Comune, che quando vuole le varianti le adotta, perché non ricorre alla legge regionale sul consumo del suolo per contenere l’impatto di un intervento così esagerato»?. Vecchiato apre anche un altro fronte di riflessione: «Si assiste già a un viavai di camion e trattori di grandi dimensioni su via del Tinto, ma c’è il permesso per farli transitare dove è in vigore un divieto e soprattutto dove c’è un vincolo della Soprintendenza? L’ufficio mobilità si è espresso in merito»?. Tema su cui ritorna anche Boato: «Nel 2010 afferma il Comune ha emesso uno specifico parere secondo cui ai fini di una nuova edificazione, in quest’area si deve stare ad almeno 50 metri di distanza da via del Tinto e ad almeno 250 metri dal bosco di Carpenedo, che è area tutelata come Zona di protezione speciale dalla direttiva europea Habitat. Tutto ciò è ignorato e calpestato dalle autorizzazioni comunali e lo è, materialmente, dalle opere di urbanizzazione in corso: è stato tombato un fosso in un paio di punti per permettere l’accesso dei mezzi e si sta iniziando a sventrare la stessa via del Tinto». Su quest’ultimo aspetto, Boato entra nei particolari: «Dagli attuali tre metri si passerà a 10, con un raggio di curvatura, per girare verso le villette, di 11 metri, per rispondere alle richieste di Veritas che deve poter arrivare con i suoi mezzi nella nuova zona di espansione che si vuole costruire. Sono mezzi da 26 tonnellate, mentre oggi via del Tinto è vietata ai mezzi superiori alle tre tonnellate e mezzo e lunghi più di 7 metri. Alle richieste di Veritas, si aggiungeranno presto quelle, necessariamente simili, dei Vigili del fuoco, che riterranno le autorizzazioni comunali tutte rispettose delle leggi. I danni creati alla strada in questi giorni sono stati segnalati ai vigili urbani, inutilmente».

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