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Nuovo terminal container, dieci milioni per l’on shore

Fonte: La Nuova Venezia del 23-03-2020

L’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale ha dato il via libera al progetto esecutivo del primo stralcio del progetto del nuovo terminal container “on shore” nell’area ex Montesyndial di sua proprietà per i l quale, è stata conclusa anche la redazione del progetto preliminare, nonché la progettazione definitiva relativa al I stralcio ed al II e III stralcio del terminal.Il nuovo terminal è considerato una “infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale” inserita nell’allegato infrastrutture della Legge Obiettivo nazionale. Il progetto del primo stralcio prevede il banchinamento della sponda sud del canale industriale ovest al Porto di Venezia, attraverso la realizzazione di una banchina di 610 metri di lunghezza sul Canale Ovest (sponda Sud), con l’arretramento del filo sponda di circa 35 metri ed un’area a terra, a servizio della banchina, di circa 170 mia metri quadrati, per una spesa complessiva di 10 milioni e 600 mila euro che comprende anche “interventi propedeutici per la gestione delle acque meteoriche, demolizioni e scotico superficiale dei terreni”. 

L’area interessata dal terminal Montesyndial è vincolata dalla vigente pianificazione alla realizzazione di interventi di ammodernamento funzionale, sicurezza ambientale e potenziamento infrastrutturale – “idonei a garantire lo sviluppo dell’attività portuale-industriale” ed è stata bonificata sulla base della “Variante al progetto di bonifica per l’intera area Montesyndial” autorizzata con decreto due anni fa dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare . La banchina portuale sul canale Sud in totale sarà lunga ben un chilometro e 400 metri e un’area di 83 ettari, pari a circa dieci campi da calcio accessibile alla strada, dalla ferrovia e dalla laguna che oltre ad ospitare container da caricare o scaricare dalla navi permetterebbe, secondo l’Autorità Portuale, sviluppare anche una “retro banchina” con attività logistiche e di trasformazione leggere di prodotti e imballaggi. Un progetto che si candida a diventare il più grande e significativo intervento di recupero di aree industriale dismesse del Petrolchimico dalla industrie chimiche come Montefibre e Syndial (l’ex Enichem, ora Eni Rewind) che producevano, rispettivamente, nylon e acido solforico. Una “rigenerazione” di due ex aree industriali, inquinate e altrimenti destinate all’abbandono, come tante altre a Porto Marghera. 

Le attività di bonifica, cominciate nel 2011 hanno riguardato, i lavori di trattamento e bonifica delle acque di falda che hanno permesso di trattare quasi 44.000 metri cubi di acqua contenente cloro e a smaltite 700 tonnellate di fanghi clorurati concentrati nei terreni. Questa prima fase, terminata nel febbraio 2019 (che continuerà, comunque, per quanto riguarda la bonifica delle acque di falda), è stata finanziata con 12 milioni di euro. La seconda fase è iniziata nel corso del 2018, mentre stava terminando la prima fase , con la «revisione funzionale del progetto» per predisporre un terminal efficiente di ultima generazione grazie alle sue corrette proporzioni tra lunghezza di banchina e piazzali disponibili. Questo ha comportato una revisione del progetto di bonifica del sito che dopo oltre 12 mesi è arrivato il via libera alla revisione progettuale da parte del ministero dell’Ambiente che approvato le analisi di rischio ambientale del sito e autorizzato la realizzazione di un «pavimento portuale» che garantisce l’interruzione dei percorsi di migrazione degli inquinanti». 

Per l’Autorità Portuale, dunque, la realizzazione del secondo stralcio del progetto per il terminal «può continuare senza ulteriori necessità di interventi di bonifica», con l’abbattimento di alcuni edifici infrastrutture di servizio (piazzale, distribuzione elettricità) a cui seguirà l’arretramento dell’attuale banchina di almeno 30 metri per permettere l’attracco delle grandi navi portacontainer al nuovo terminal, senza bloccare la navigazione alle altre navi dirette ai terminal esistenti lungo il tratto del canale Sud che si inoltra nel polo industriale. Sul lato opposto della banchina Montesyndial continueranno, nel frattempo, ad operare i due teminal di container già esistenti (Tiv e Vecon) che potrebbero spostarsi nel nuovo terminal a lavori conclusi. Naturalmente, il completamento dell’intero progetto per il nuovo terminal on-hore dovrà fare i conti, nei prossimi mesi, con le conseguenze dell’imprevista e drammatica situazione creata dall’emergenza sanitaria per la pandemia.

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