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«Opportunità storica non sprechiamola»

Fonte: Il Gazzettino del 09-04-2020

La pandemia da coronavirus è una disgrazia per Venezia più che per altre città. Ma se l’energia che sta uscendo in questi giorni un po’ da tutti sarà convogliata verso il futuro, questa sarà un’opportunità da cogliere per arrivare alla tanto sospirata sostenibilità anche del turismo e un’economia più variegata e sana. Insomma, quella Venezia 2.0, come piace dire a molti, sempre auspicata e mai attuata. Il sindaco Luigi Brugnaro coglie la palla al rimbalzo e prova a immaginare la Venezia che vorrebbe. Una Venezia diversa. «Prima, però, ci aspettano mesi durissimi per i quali tutta la filiera turistica dovrà essere per forza protetta con fondi statali. Non per tre mesi – dice Brugnaro – ma almeno un anno poiché difficilmente prima di quel termine il mondo riprenderà a viaggiare, e con esso i clienti più importanti per la città. Detto questo, però, abbiamo il tempo per ripensare una città meno dipendente dal turismo e culla di attività innovative per i più giovani. Bisognerà mantenere qui chi c’è e attirarne tanti di nuovi».

LA CITTÀ ANTICA PIÙ MODERNA

Il coronavirus ha dimostrato che tante cose si possono fare indipendentemente dal luogo in cui ci si trova e qui c’è un primo vantaggio strategico. « Venezia è una città cablata al 95 per cento – prosegue – con una rete ultraveloce a fibre ottiche. Tra le 5 città finanziate dal Governo Renzi siamo l’unica ad essere arrivata alla fine. Questo è un patrimonio enorme, come mostra l’esplosione dell’uso della rete in questi giorni. Con la rete si può lavorare e questa città offre condizioni uniche a livello tecnologico. Possiamo puntare in alto. La qualità delle videoconferenze dimostra come si possano concludere affari anche stando lontani e questo aprirà nuove prospettive per Venezia, città che è sempre vissuta di commercio». A livello più locale, la rete ha facilitato molto il lavoro del piccolo commercio (ovviamente per chi si è attrezzato), con la consegna delle merci direttamente a casa. «Avete tutti visto come sia esploso l’e-commerce a livello cittadino. I commercianti – dice il sindaco – che si sono offerti e organizzati per portare la spesa a domicilio stanno avendo soddisfazioni e difficilmente si potrà tornare indietro da un’abitudine come questa. È un po’ la rivincita del negozio di vicinato».

QUESTIONE CASA

Finora il problema più grande per chiunque volesse mettere su famiglia a Venezia è stato il mercato immobiliare, in particolar modo il mercato degli affitti. «La crisi assoluta del turismo – constata – mostra che il paradigma possa essere cambiato e si possa ripensare l’offerta in senso di maggior qualità e minor quantità. Dopo tanto tempo in cui gli appartamenti sono stati gestiti in modo anarchico e casuale con il tramite di operatori esteri, ora c’è la seria possibilità che tanti di questi appartamenti possano rientrare nel mercato residenziale. So che molti sarebbero disposti ad affittare uso residenziale se avessero la garanzia che in caso di mancato pagamento l’immobile rientrasse nelle loro disponibilità. Me lo hanno detto. Come Comune stiamo pensando a come attivare un fondo che faciliti l’accordo tra proprietari e futuri inquilini. Tra l’altro, trovo molto bella l’idea del rettore dello Iuav di chiedere ai proprietari immobiliari di mettere a disposizione le case da turisti per i loro studenti. Anche questa l’appoggio volentieri».

FABBRICHE E LOGISTICA

Per Brugnaro la città, intesa come città insulare e città di terraferma, ha molte carte da giocare e da questa crisi potrebbe uscirne rafforzata. «Abbiamo industrie fondamentali, la grande manifattura, artigianato di eccellenza, siamo leader nella costruzione di navi da crociera e nel trattamento dei rifiuti. E qui apro una parentesi: non mandiamo nulla in discarica, ma se non si farà al più presto la nuova centrale, per tutto il combustibile prodotto dall’indifferenziato, non ci sarà altro destino. Lo stesso vale per il porto. Dico da mesi che qualcuno sta facendo il furbo col protocollo fanghi e i fatti mi stanno dando ragione. Questo serve per consentire a chi vuole piantare una fabbrica a Marghera di insediarsi senza rischiare di finire in prigione. E, adesso – continua – che non c’è lavoro sarebbe il momento di scavare i canali per dare al porto la possibilità di far tornare le navi da carico che accoglieva fino a poco tempo fa e che oggi gli sono precluse a causa del pescaggio. A proposito, lo sapete che il canale di Tessera si sta interrando? Lo dico per quelli che la laguna sta diventando un braccio di mare. E poi, mi consenta, con il coronavirus è stata spazzata via un’altra falsa certezza, quella dell’inquinamento. Abbiamo scoperto che il Pm 10, senza traffico e ormai con il riscaldamento al minimo, c’era ancora e arriva dai Paesi dell’Est con il vento. Adesso – conclude – bisogna passare la nottata e ci scopriremo più forti di prima se continueremo a sostenerci l’un l’altro come sta accadendo in questi giorni. Questo è il mio augurio di Pasqua e ringrazio anche il Patriarca in cui ho trovato davvero una guida spirituale».

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