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Orfano di americani e orientali T Fondaco ricomincia dai veneziani

Fonte: Il Gazzettino del 02-07-2020

 Al T Fondaco dei Tedeschi, il megastore del gruppo DFS che conta 450 dipendenti, già da ieri mattina tutti tornati al lavoro, non si teme la mancanza del turismo straniero d’oltre oceano, quello proveniente dagli Stati Uniti ma anche dalla Cina, dal Giappone e dal sistema crocieristico. Ovvero migliaia di visitatori che, a partire dall’inaugurazione del 2016, hanno dato un importante contributo al fatturato dell’azienda. «T Fondaco riuscirà a farne a meno durante questi primi mesi post Covid-19», afferma Patrizia Moro, amministratore delegato di DFS Italia e del Fondaco dei Tedeschi: «Siamo felici di avere riaperto il Fondaco e di essere tornati ad accogliere i nostri clienti in un ambiente sicuro e confortevole – ha detto Moro ieri mattina, in occasione della riapertura del megastore di Rialto – Certo, le restrizioni ai viaggi non consentono ancora a Venezia di avere gli importanti flussi di turismo pre Covid, ma la città è tornata comunque a essere molto viva nelle ultime settimane grazie alla presenza di viaggiatori italiani ed europei. Ci aspettiamo, dunque, di accogliere al Fondaco tante persone desiderose di vivere una bella esperienza di shopping ma, anche, di arte e cultura nello splendido edificio che che ci ospita».

INIZIATIVE SPECIALI

Per incentivare i residenti a frequentare il T Fondaco sono state lanciate alcune offerte speciali, come lo sconto del 70 per cento su diverse grandi marche di cosmetici. E per incuriosire i turisti europei si è puntato invece sulle vetrine dedicate all’artigianato e al design di qualità di matrice veneziana. «Abbiamo scelto di dedicare le nostre vetrine, in occasione della riapertura, all’artigianato più giovane e innovativo che fiorisce tra le calli e i campi della città – ha aggiunto Patrizia Moro – Molti artigiani con cui abbiamo collaborato per questo progetto che si chiama Viva Venezia Venezia è Viva sono qui con noi oggi, si tratta di 12 designer, veneziani di nascita o di adozione, che hanno in comune la volontà di valorizzare il patrimonio artistico e artigianale del territorio». Tra loro anche Cristina Cappelari e Ferruccio Costantini dello studio Saòr a Santa Croce che si occupa di cartografia, grafica, illustrazione ed editoria a tema veneziano. «Per noi è una grande occasione di visibilità – spiega a margine della riapertura del Fondaco, Cristina Cappellari – difatti il nostro è uno studio casalingo e non abbiamo uno spazio aperto al pubblico dove esporre le nostre opere».

SEGNALE DI FIDUCIA

All’inaugurazione di ieri mattina è intervenuto anche il sindaco Luigi Brugnaro: «Riaprire una grande attività come questa è un atto di coraggio e di fiducia nel futuro e nella ripresa – ha detto Brugnaro – un segnale per la città e per l’Italia. Ora è arrivato il momento che tutti contribuiscano alla ripartenza e questo significa anche lasciar da parte le polemiche per gli eventuali problemi e disservizi che in questo momento, dopo mesi di lockdown, sono inevitabili ma comunque risolvibili». Sono rientrati al lavoro anche i dipendenti della caffetteria Amo al pianoterra del T Fondaco, in parte ora ridistribuiti all’Hosteria in Certosa, il nuovo ristorante aperto in collaborazione con Il Vento di Venezia e Alberto Sonino sull’isola della Certosa. «Non ci sono più dipendenti in cassa integrazione», puntualizza il direttore di Amo, Michele Pozzani. Terminata anche la cassa integrazione anche per tutti i 450 dipendenti del T Fondaco che hanno ricevuto durante i mesi del lockdown lo stipendio pieno, in parte integrato da DFS Italia. Riaperti i battenti dopo una bio-decontaminazione e sanificazione totale di tutto il negozio, T Fondaco ha cominciato ad accogliere ieri mattina i primi visitatori: «Sapevo dell’offerta sui cosmetici – spiega la veneziana Martina Rossi – e sono venuta ad acquistare varie creme di marca, un ottimo affare». Sei signore diligentemente in fila all’ingresso dello store, attendono di entrare. Provengono da Castelfranco Veneto e sono tutte insegnanti: «E’ finita la scuola e ci siamo prese una pausa relax, ora che non c’è tanta confusione potremo finalmente visitare con calma questo negozio così famoso e ammirare tutta la bellezza di Venezia dalla terrazza all’ultimo piano».

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