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Ospedale al Mare, 5 padiglioni da demolire Italia Nostra: «Vincolati, non si toccano»

Fonte: La Nuova Venezia del 28-05-2020

Cinque padiglioni dell’ex Ospedale al Mare da abbattere – su 33 complessivi – per consentire la realizzazione del resort di lusso previsto dal Club Mediterranée all’interno del complesso del Lido. Il progetto di recupero turistico e alberghiero dell’ara è arrivato a uno dei suoi snodi fondamentali con la riunione di oggi della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Ministero dei Beni Culturali che ascolterà in audizione Cassa Depositi e Prestiti – proprietaria dell’area e proponente del progetto – sulla richiesta di demolizione delle cinque strutture, oggi fatiscenti come tutto l’ex nosocomio, ma vincolate perché edifici di interesse culturale realizzati tra gli anni venti e trenta del secolo scorso: i Padiglioni Vicenza, Verona, Venezia, Belluno e il Padiglione Orfani di Guerra.Sulla richiesta c’era stato un primo parete non negativo del soprintendente veneziana Emanuela Carpani, poi la pratica era passata al ministero dei Beni Culturali che ora l’ha riportata in laguna per il pare definitivo della Commissione. Contro il possibile abbattimento dei cinque padiglioni tuona il Consiglio direttivo della sezione veneziana di Italia Nostra ricordando il vincolo posto nel 2008 su di essi e su tutti gli altri dell’ex Ospedale al Mare dall’allora Direttore regionale per i Beni Culturali Ugo Soragni e che la loro demolizione sarebbe in contrasto con l’articolo 20 del Codice dei Beni Culturali che vieta la distruzione di immobili vincolati come questi che sono esempi di architettura del primo Novecento, la cui distruzione pregiudicherebbe l’integrità del complesso. Da parte sua, Cassa Depositi e Prestiti si è impegnata a restaurare gli altri 28 padiglioni ex sanitari esistenti, riutilizzandoli poi a fini alberghieri ma chiede – per ragioni economiche -l’abbattimento di questi cinque, che sarebbero poi rifatti ex novo in uno stile simile a quello dei precedenti abbattuti.

La novità sarebbe anche che i nuovi padiglioni ricostruiti sarebbero collegati tra loro da passaggi, per creare un complesso unitario dove sarebbe appunto insediato il nuovo resort di lusso del Club Mediterranée, previsto nell’area dell’ex ospedale al Mare insieme a quello che sarà invece realizzato da Th Resorts, l’altro gestore coinvolto nell’operazione turistico-alberghiera di recupero dell’area da Cassa Depositi e Prestiti. Oggi non verrà emesso il parere definitivo sull’abbattimento dei cinque padiglioni, ma sicuramente la Commissione si formerà le sue definitive convinzioni. Va ricordato anche che tutta l’operazione di recupero dell’ex Ospedale al Mare si basa per Cassa Depositi e Prestiti sulla compatibilità economica dell’intervento che non può superare il budget prefissato. L’abbattimento dei cinque padiglioni rientra in questo quadro economico, così come l’indispensabile acquisizione dal Demanio del Monoblocco – dove ora ha sede il Distretto sanitario del Lido – per poi abbatterlo ai fini delle trasformazioni alberghiere. Ma ottenendolo, appunto, a un prezzo di favore. La trattativa è in corso in attesa che il Comune approvi la variante al Prg che renda possibile l’intervento.

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