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Patriarcato, 400 mila euro alle famiglie in difficoltà

Fonte: La Nuova Venezia del 04-06-2020

Quattrocentomila euro per aiuti alle famiglie in difficoltà. E altrettanti per le parrocchie, che con i virus hanno visto azzerate le loro entrate. Borse di studio per gli studenti, volontariato. E un piano di gestione delle proprietà mirato alla solidarietà. Così don Fabrizio Favaro, rettore della Salute e del Seminario e vicario per gli Affari economici, illustra la politica diocesana del patriarca Francesco Moraglia per la «Fase 2». La premessa è che «l’aspetto economico è solo uno strumento rispetto all’obiettivo pastorale». Ma con la dura realtà della crisi il Patriarcato si trova a fare i conti. Nei tre mesi di chiusura totale, le 127 parrocchie della Diocesi veneziana hanno dovuto affrontare una crisi senza precedenti. Niente matrimoni, niente funerali, niente elemosine. Annullate cresime e battesimi. Situazione già grave per la mancanza di risorse e lo stato preoccupante in cui versano molti edifici di proprietà della Chiesa. Adesso la stanziamento straordinario del 5 per Mille arrivato dallo Stato consentirà di dare il via a un progetto di sostegno per le parrocchie in crisi. «400 mila euro», dice don Fabrizio, «che serviranno anche per gli interventi di sanificazione e di adeguamento dei locali». Perché lo scopo è quello di ritrovare le comunità separate e un po’ disperse nei mesi dell’emergenza sanitaria. «Si è parlato tanto e giustamente della crisi economica», dicono in Patriarcato, «ma adesso bisogna affrontare la crisi delle famiglie».

Per questo insieme alla Caritas è stato lanciato il «Fondo San Nicolò». Intervento sociale finanziato con altri 400 mila euro, per aiutare quanti hanno subìto una «riduzione del reddito conseguente alla pandemia». Un primo sostegno alle famiglie in difficoltà – e sono davvero tante – voluto dal patriarca. Un contributo per chi si trova in difficoltà Interventi previsti anche nel campo delle locazioni commerciali. «Nei negozi di nostra proprietà, che non sono molti», spiega don Fabrizio, «stiamo valutando una riduzione del canone». Interventi anche nel campo degli affitti ai residenti. Qui il tema è più delicato. Molti non riescono a pagare, e abbiamo concesso una proroga. Ma non possiamo pensare di abolire gli affitti. Quelle entrate servono per finanziare i restauri degli immobili e altre attività pastorali». La via prescelta in ogni caso è quella del dialogo. «Non certo degli sfratti o delle cause, sarebbe il colmo per un ente ecclesiastico», continua, «ma gli inquilini devono capire che noi siamo disponibili ad aiutarli durante questa difficile emergenza. Ma l’affitto non può essere azzerato». Nel campo delle entrate anche il peso delle quote di molte proprietà della Diocesi come attività alberghiere, affitti, collegi per studenti. Un tema più ampio, che sarà affrontato presto. Con nuove regole e attenzioni per il rientro degli studenti. E in tempi molto più lunghi, per i turisti ospitati nelle strutture diocesane. Un pacchetto di proposte che punta in ogni caso a recuperare l’aspetto familiare della crisi. Don Fabrizio lo ripete, e ricordagli interventi del patriarca Francesco Moraglia in questi mesi, successivi all’Aqua Granda e poi alla pandemia del coronavirus. «È una grande scommessa, dobbiamo tutti rimboccarci le maniche», conclude, «la situazione è difficile ma grazie ai parrocchiani e ai volontari ce la faremo. Per questo ringrazio chi ci hanno dato una mano a consegnare i generi alimentari agli anziani durante l’emergenza». 

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