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Penitenziari affollati, cento detenuti in più a Venezia

Fonte: La Nuova di Venezia del 23-02-2020

Le carceri venete scoppiano di detenuti: non è novità di questi mesi, ma una situazione di grave difficoltà che è stata sottolineata dalla presidente della Corte d’Appello Ines Maria Luisa Marini, anche nel corso della recente cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.

Nelle nove carceri venete, solo la Casa di reclusione femminile della Giudecca (con una presenza media di 92 detenute, su una capienza massima di 115 posti) e la casa circondariale di Rovigo non segnalano difficoltà in relazione al numero di detenuti. Tutt’altra la situazione a Santa Maria Maggiore, dove a fronte di una capienza regolamentare di 159 posti e di una capienza “tollerabile” pari a 239 (con il moltiplicarsi dei letti in cella), si registra una media di 263 detenuti. A dicembre un uomo si è tolto la vita. I dati forniti dal Tribunale di Sorveglianza – relativi al periodo tra il luglio del 2018 e giugno 2019 – segnalano però anche ben 11 casi di suicidio sventati dagli agenti penitenziari del carcere di Venezia e 84 atti di autolesionismo.

Anche a Treviso, la situazione è pesante: a fronte di una capienza regolamentare di 141 posti, a giugno 2019 erano ben 213 i detenuti. Nel corso dell’ultimo anno, si sono contati un tentativo di suicidio e 44 atti di autolesionismo. La quotidianità più drammatica alla Casa Circondariale di Verona: 335 posti e una media di 527 detenuti, con ben tre casi di suicidio, 35 tentativi e 166 atti di autolesionismo, l’anno scorso.

«La causa dell’incremento dei fenomeni critici più gravi (dai 2 suicidi dell’anno precedente a 4, da 57 tentati suicidi a 81, da 556 atti di autolesionismo a 674)», si legge nella relazione, in merito alla situazione veneta, «è ravvisabile nel sovraffollamento, nell’insufficienza di risorse umane con specifiche competenze per la gestione dei detenuti con problematiche psicologiche o psichiatriche e con situazioni di disagio derivanti dalla limitata offerta di lavoro e di altre attività formative». Così, ove possibile, il Tribunale di Sorveglianza concede l’esecuzione della pena a domicilio (226 provvedimenti) e permessi premio (1054): 2 soli i mancati rientri, uno dei quali, durato solo pochi giorni. —

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