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Per i portuali il progetto Vgate è un’occasione da non perdere

Fonte: Il Gazzettino del 24-02-2020

Chioggia
Gli operatori portuali criticano duramente l’atteggiamento dei gruppi politici che oggi, salvo sorprese, si schiereranno ufficialmente tutti contro il Vgate. I responsabili delle aziende specializzate nei trasporti e nelle spedizioni confermano che l’eventuale creazione del terminal container (consistente in una piattaforma da 26 ettari collegata alla terraferma mediante un ponte lungo quasi due chilometri e mezzo) sarebbe invece un’occasione assolutamente da non perdere. Sostengono che grazie alle grandi navi Chioggia potrebbe sviluppare una portualità a livello continentale. «Purtroppo commenta il presidente del Comitato per il rilancio del porto Alfredo Calascibetta nei giorni scorsi la politica si è lasciata trascinare dall’emozionalità, trascurando ogni aspetto positivo dell’avveniristico progetto. Comprensibilmente scottati dal caso Gpl – aggiunge i consiglieri comunali non si sono nemmeno accorti del fatto che il Vgate potrebbe far decollare l’economia clodiense, proiettandola finalmente verso la modernità. Consentirebbe infatti a centinaia di giovani di trovar lavoro senza dover migrare altrove. In pratica, dimostratisi del tutto incompetenti in materia di trasporti e logistica, i politici si sono semplicemente appiattiti sulle posizioni delle associazioni del turismo e del commercio i cui interessi, in alcune occasioni, non coincidono proprio esattamente con quelli dell’intera collettività. Rammento a tal proposito che le attività estive gratificano quasi esclusivamente gli imprenditori. Tutti sanno che il lavoro stagionale non offre grandi prospettive ai dipendenti. Al contrario, il Vgate genererebbe almeno 700 nuovi posti di lavoro stabili, oltre ad un indotto di tutto rispetto».

L’ACCUSA
Calascibetta contesta, per l’occasione, anche la tesi sostenuta da alcuni consiglieri secondo i quali l’automazione delle movimentazioni potrebbe rendere superflua la massiccia assunzione di maestranze. «Nonostante l’ampio ricorso alla robotica dice la gestione esigerebbe comunque la presenza costante di circa 250 persone, per ognuno dei tre previsti turni da otto ore. Il campionario delle sciocchezze da me udite durante la seduta preliminare spazia dall’ipotetico transito di contenitori radioattivi al trasporto di migranti irregolari, al fatto che Chioggia sarebbe stata scelta esclusivamente per la sua intrinseca debolezza politica, anziché in funzione dell’eccellente collocazione strategica». Premesso che il presidente della società Vgate Alessandro Santi, tutt’altro che avvezzo alle logiche della politica, rimasto inascoltato nel corso della seduta preliminare avrebbe confidato di poter intavolare un confronto serio nonostante l’imminenza delle elezioni regionali, il portavoce degli operatori portuali conclude minimizzando il rischio di inquinamento. «l futuro del trasporto contenitori assicura sarà su ferro. L’irreversibilità della tendenza è provata anche dalle più recenti statistiche riguardanti Trieste. Lo scorso anno, il porto giuliano ha movimentato ben 11 mila treni, con un’incidenza sui trasporti del 56 per cento».

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