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Per la prima volta si alzano 78 paratoie Mose, test ufficiale a lavori incompleti

Fonte: La Nuova Venezia del 10-07-2020

Le paratoie non vanno giù, la corrosione e i guai tecnici non sono stati risolti. Ma oggi nell’isola artificiale del bacan di Sant’Erasmo, in mezzo alla bocca di porto di Lido, sbarca il governo a “inaugurare” la grande opera. Saranno alzate per la prima volta insieme le 78 paratoie delle quattro barriere che dovranno separare la laguna dal mare. Il test più importante – e spettacolare – dei circa cinquanta che sono già stati fatti. Ma il Mose non è finito, né collaudato. Lo sarà, se tutto va bene, il 31 dicembre del 2021, come da cronoprogramma. Mentre si parla di grandi opere, finanziamenti e ripartenza dell’economia, il premier Giuseppe Conte ha deciso di esserci. Non è un’opera che gli appartiene, il Mose, con la sua storia quarantennale costellata di ritardi, polemiche errori e malaffare. Ma dopo l’Aqua granda del 12 novembre 2019 il mondo ha rinnovato la sua domanda: che fine hanno fatto i progetti per la salvaguardia di Venezia di cui si parla dal 1966? Ecco allora la nomina di un commissario straordinario (Elisabetta Spitz, architetto e già direttore del Demanio) e un’accelerazione “mediatica”.In realtà i grandi problemi del Mose non sono affatto risolti. Come la corrosione delle cerniere, la sabbia che si ammassa nei cassoni quando le paratoie vengono sollevate. È successo anche pochi giorni fa, nell’ultimo test ufficiale. Sei paratoie della barriera di Treporti si sono alzate regolarmente ma non sono tornate nei loro alloggiamenti. Un guaio successo anche nel 2013. Segnalato dai tecnici già dai primi anni Duemila. 

La sabbia e la manutenzione sono problemi importanti. I costi non ancora decisi. Dunque, perché l’inaugurazione di oggi? Non c’è da celebrare un «modello Venezia», al contrario del modello Genova che ha consentito di rifare un ponte crollato in meno di due anni. In laguna il Comune è stato quasi sempre estromesso dalle decisioni, sono state sempre scartate le alternative al Mose. E la storia della grande opera e del grande monopolio, nato nel 1984, è carica di scandali e di lati ancora oggi oscuri.Cerimonia in perfetto stile militare. Con l’impiego massiccio di forze dell’ordine, motovedette, elicotteri. Sull’isola artificiale – costruita in mezzo alla laguna per ancorare le paratoie che stanno sott’acqua nella bocca di porto più grande (900 metri di larghezza) – è stato allestita una postazione da campo dell’Esercito per ospitare giornalisti e cameramen , ammessi in numero ridotto. Lo sbarco di Conte e De Micheli è previsto per le 10. Il sollevamento delle paratoie intorno alle 11. Alzarle non sarà un problema, viste le prove già fatte e le condizioni di mare calmo con assenza di vento. I problemi ci saranno al momento di riporle sul fondale. Quando le autorità probabilmente se ne saranno già tornate a casa dopo le foto e le interviste di rito. L’ insabbiamento si ripresenterà quasi sicuramente. Perché la sabbia della settimana scorsa non è stata rimossa.Un problema dai costi notevoli, che vanno ad aggiungersi agli almeno cento milioni l’anno previsti oggi per la manutenzione delle dighe mobili, costate fino ad oggi quasi sei miliardi . Che dovranno essere staccate, ripulite ridipinte una ogni mese.Ci saranno anche i parlamentari veneziani del Pd. Nessuno dei Cinquestelle a parte il ministro D’Incà. 

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