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«Perché torni l’attività al porto serve subito lo scavo dei canali»

Fonte: La Nuova Venezia del 15-05-2020

«Subito lo scavo per i canali e le banchine del porto per riprendere i traffici persi». Tornano ad alzare la voce le imprese portuali di Val da Rio, in attesa da anni di un intervento importante di escavo per risolvere il problema dei pescaggi troppo ridotti per alcuni tipi di mercantili. In certi punti lo scalo clodiense non supera la profondità di 5 metri, in altri arriva appena a -6.5, comunque lontani da quel miraggio dei -11 metri promesso prima dell’arrivo del Mose. «Pare che il protocollo fanghi sia finalmente in dirittura d’arrivo», spiega il presidente del comitato Rilancio del porto, Alfredo Calascibetta, «bene, ma adesso spunta l’attività di bonifica bellica. Non possiamo permetterci di attendere anche i tempi di una bonifica da ordigni bellici che da noi non ha nessun senso visto che la zona non era stata interessata da bombardamenti. 

Abbiamo esposto le nostre perplessità all’Autorità di sistema portuale e pare concordare con noi. La nostra priorità è lo scavo, lo abbiamo ribadito in tutte le occasioni, non ultima la protesta del 13 febbraio. In questi gravi momenti, in cui tutte le imprese portuali stanno soffrendo la più grave crisi del Dopoguerra, con il personale in cassa integrazione e i traffici pressoché azzerati, dobbiamo riprenderci il nostro ruolo, portando i fondali a livelli decenti e tornando ad ospitare mercantili che negli anni abbiamo perso. Abbiamo ancora banchine con 5 metri di pescaggio, solo due banchine arrivano a 7 metri, l’unica a 8 metri, fatalità, è quella di Punta Colombi dove si sta realizzando l’impianto Gpl, scavata peraltro con soldi pubblici… Fondali maggiori si traducono in navi con tonnellaggi superiori e quindi in un aumento dei volumi merceologici».Le imprese chioggiotte sono pronte a ripartire, ma senza le basi non possono lavorare a pieno regime. «Sarebbe anche tempo», sbotta Calascibetta, «che la politica tutta, e quella locale in particolare, si ricordasse del porto del Chioggia, di pari dignità rispetto a quello di Venezia, e battesse un colpo per pretendere quello che da anni ci è stato promesso». 

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